Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, 61 anni
Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, 61 anni
di Giovanni Rossi "Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a un rischio concreto di morte chi ha più di 75 anni?". Tra inviti etici e rassicurazioni sulle forniture, Mario Draghi prova a restituire fiducia alla campagna vaccinale. Dopo le irrisorie inoculazioni di Pasqua, il balletto dell’Ema sul caso AstraZeneca, le preoccupazioni delle Regioni, la rabbia di anziani e fragili che non si sentono tutelati, il presidente del Consiglio rilancia su tutta la linea: conferma il traguardo dei "500mila vaccini al giorno" (nonostante il probabile slittamento a fine aprile), preannuncia "una ordinanza del commissario Figliuolo"...

di Giovanni Rossi

"Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a un rischio concreto di morte chi ha più di 75 anni?". Tra inviti etici e rassicurazioni sulle forniture, Mario Draghi prova a restituire fiducia alla campagna vaccinale. Dopo le irrisorie inoculazioni di Pasqua, il balletto dell’Ema sul caso AstraZeneca, le preoccupazioni delle Regioni, la rabbia di anziani e fragili che non si sentono tutelati, il presidente del Consiglio rilancia su tutta la linea: conferma il traguardo dei "500mila vaccini al giorno" (nonostante il probabile slittamento a fine aprile), preannuncia "una ordinanza del commissario Figliuolo" per vaccinare senza ulteriori ritardi "le classi a rischio", promette (insieme al professor Franco Locatelli che gli siede accanto) l’immunizzazione, "entro aprile, di tutta la popolazione che ha più di 80 anni e di gran parte degli over 75".

Nessun insormontabile problema di approvvigionamenti, secondo il premier. "In questa fase – sostiene – le dosi sono sufficienti" (e in recupero). Ma vanno distribuite a chi ne ha bisognio prioritario: non agli "psicologi di 35 anni" perché "operatori sanitari". Esemplifica: "Non voglio dire che il personale sanitario in prima linea non debba essere vaccinato", ma guai a "platee che si allargano". Questione di vita o di morte. "Perché il rischio di decesso è massimo per chi ha più di 75 anni. Tutto dipende da questo, quindi smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi", è la strigliata.

Un esempio che potrebbe allargarsi a tante storture di questa campagna vaccinale che all’interno delle singole categorie – nessuna esclusa – non ha saputo differenziare. Ora Draghi da un lato prova a rassicurare le Regioni, dall’altro sceglie di metterle in competizione: "Gli eventi sono stati molto complicati, non ci sono responsabilità di una parte sola", è lo zuccherino ai governatori nel riconosciuto "clima di collaborazione". Adesso però scatta "una fase dirimente", così la definisce il premier: "Per le Regioni che sono molto avanti con fragili e i più vulnerabili sarà più facile riaprire". Una gara a premi.

Intanto massima vigilanza su Bruxelles: i futuri contratti di distribuzione "saranno fatti meglio, è la promessa, perché "negli anni a venire ci sarà bisogno di vaccinarsi ancora, a causa delle varianti virali". Il vaccino russo Sputnik? Il premier preferirebbe farne a meno. E spiega perché: "Bisogna vedere cosa dice l’Ema", anzitutto. Ma le capacità produttive di Mosca "sono molto limitate", e "se gli accordi verranno rispettati, l’Italia avrà già tutte le dosi che servono". Fa niente se la Germania "sta già procedendo con contratti": l’Italia – è il chiarissimo non detto – preferisce rinsaldare il rapporto con gli Stati Uniti da dove arriveranno le fiale Pfizer-BioNTech, Moderna, J&J che potranno trascinarci fuori della pandemia malgrado i ritardi. E poi c’è AstraZeneca, utilizzabile – nonostante le restrizioni – da una platea di "13 miliioni e 275mila utenti tra i 60 e i 79 anni, oltre che dai 2 milioni 270 mila hanno già ricevuto la prima dose", assicura il commissario all’emergenza. Ma le Regioni restano sul chi va là. E si aspettano riprogrammazioni perfettamente dettagliate. Che non le lascino esposte a dubbi e recriminazioni dei cittadini in coda.