Il film 'Sapore di mare' di Carlo ed Enrico Vanzina
Il film 'Sapore di mare' di Carlo ed Enrico Vanzina

Roma, 22 maggio 2020 - "La vita sono venti estati utili. Quelle in cui capisci chi sei, incontri gli amici veri e ti innamori". Enrico Vanzina, 71 anni, scrittore, giornalista, commediografo, produttore, regista e fotografo, assieme al fratello Carlo ha inciso un marchio di fabbrica sulla commedia all’italiana. Ma per descrivere la stagione delle nostre vacanze, ha preso a prestito le parole di un altro grandissimo sceneggiatore: Leo Benvenuti.

Quarant’anni di cinema: perché proprio questa frase?
"Era un pomeriggio romano, facevamo riflessioni ad alta voce passeggiando dopo il lavoro. Non ho mai dimenticato quel pensiero di Benvenuti. Torna a galla oggi, alla vigilia dell’estate".

Un’estate italiana diversa da tutte le altre...
"Addirittura fuori contesto, non paragonabile a nessun’altra, extra classifica. C’è caduto addosso il meteorite Coronavirus e molti non ce l’hanno fatta. Ma anche chi ha affrontato una quarantena forzata ne porta i segni. E dunque: questa dovrà essere la ventunesima estate utile della nostra vita".

Come la racconterà?
"È difficilissimo. Ci vorrebbe l’eleganza di Ennio Flaiano, mi viene in mente quella sua invenzione folgorante: “coraggio, il meglio è passato“. Sì, oggi non si possono usare i toni classici della nostra commedia. Sento al telefono Carlo Verdone, anche lui è spiazzato. In tre mesi è venuto a mancare il rapporto con gli altri, sentiamo la ferita della libertà negata, il lavoro non c’è più. Possiamo sorridere degli italiani, ma senza cinismo. Piuttosto con tenerezza e malinconia. O con lo scetticismo di chi non si aspetta troppo dalla vita".

Però molti personaggi visti durante il lockdown sarebbero perfetti per un cinepanettone...
"Nel Dna dell’italiano c’è anche la farsa, c’è Totò. Il governatore De Luca con il lanciafiamme è grottesco ma simpaticissimo, Verdone va pazzo per lui. Così come quelli che uscivano con il cane finto al guinzaglio. O chi ha inventato l’album delle figurine dei virologi".

Parliamo dei ragazzi di oggi in semilibertà: sono parenti di quelli anni ‘60 raccontati in Sapore di mare ?
"In un certo senso sì, anche se allora non esistevano gli smartphone e c’erano i juke-box. Quando io e mio fratello Carlo abbiamo girato il film non ci siamo resi conto che si trattava di un romanzo di formazione. Per quegli adolescenti cominciava la vita vera tra notti in spiaggia e l’alba con la chitarra, i baci, i drammi fra gli ombrelloni. Non possiamo pretendere la stessa spensieratezza sotto la mascherina, ma mi aspetto una presa di coscienza. L’impatto con il mondo reale è stato tosto: serve uno scatto d’orgoglio fatto di sentimenti veri, progetti, sogni, speranze. Fantasia e romanticismo anziché videochat".

Riscopriremo l’Italia? Il governo ci invita a non fare vacanze all’estero.
"Conosciamo poco e male un Paese che resta il più bello del mondo anche quando non lo è. Cito ancora Flaiano, a memoria: i nostri difetti sono quel che mi piace dell’essere italiano. In questo periodo mi è venuta voglia di tornarmene a Fregene, dove ho passato le estati dei mie radici. Sono cresciuto lì, le vacanze in spiaggia: è il posto dell’anima. Perciò trovo incantevole la pineta e perfino un mare bruttino".

Ma intanto alcuni Stati europei ci boicottano.
"È una carognata. Siamo denigrati da signori che poi ritroviamo in villeggiatura nei nostri posti più belli".

Facciamo un gioco con i titoli dei suoi film?
"È facile. No a Vacanze in America, no a Sognando la California, niente Un’estate ai Caraibi , addio Miami Beach ".

E allora dove?
"Il primo luglio esce su Netflix il mio 'Sotto il sole di Riccione'. Mi pare perfetto".