"Con una mano si chiudono le scuole e con l’altra si elimina il divieto di asporto dopo le 18 per certi esercizi commerciali, favorendo così di fatto gli assembramenti nei pressi dei locali che possono essere frequentati anche dai ragazzi. Sinceramente sono preoccupato". Il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro (foto), mette nel mirino delle critiche il nuovo Dpcm varato dal governo Draghi. Soprattutto nella parte che riguarda la chiusura delle scuole nelle regioni a colorazione rossa o arancione...

"Con una mano si chiudono le scuole e con l’altra si elimina il divieto di asporto dopo le 18 per certi esercizi commerciali, favorendo così di fatto gli assembramenti nei pressi dei locali che possono essere frequentati anche dai ragazzi. Sinceramente sono preoccupato". Il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro (foto), mette nel mirino delle critiche il nuovo Dpcm varato dal governo Draghi. Soprattutto nella parte che riguarda la chiusura delle scuole nelle regioni a colorazione rossa o arancione scuro.

Presidente, fino a che punto è preoccupato?

"Se si consente l’asporto di bevande e drink, si favoriscono gli assembramenti. Lo abbiamo detto e ripetuto. Le uniche misure di restrizione sembrano riguardare le lezioni in presenza. Ovvio che sia un po’ allarmato". Il governo le ha dato spiegazioni?

"Fortunatamente l’asporto dopo le 18 non vale per tutti, ma solo per enoteche ed esercizi di commercio al dettaglio di bevande. Certo è che, con le giornate che si allungano e con l’imminente arrivo della bella stagione, i ragazzi già costretti in casa con la didattica a distanza, non ci penseranno due volte ad affollare i luoghi laddove è consentito".

Difficile avere 15-20 anni al tempo del Covid?

"Io i ragazzi li capisco benissimo, tanto che proprio per questo ho sempre detto e pensato che la scuola in presenza avrebbe dovuto essere una priorità. Lo dicono gli specialisti: i giovani stanno pagando e pagheranno soprattutto uno scotto legato alla mancanza di socializzazione. Si stanno perdendo le cose belle dell’adolescenza. Crescere stando insieme è una fase della vita fondamentale per i più giovani. Lasciarli andare a scuola significa quantomeno attenuare il problema".

Socializzare, certo. Ma la formazione?

"Un problema, sì. Ma col tempo si recupera".

Tornando al rischio assembramenti legato all’asporto dopo le 18: come si stanno organizzando i sindaci delle varie città?

"Qualcuno potrebbe adottare l’arma delle ordinanze locali per vietare l’asporto di bevande dopo le 18, soprattutto in quei luoghi dove il contagio preoccupa. Siamo tutti stanchi, la situazione è pesante, ma non possiamo vanificare gli sforzi".

Mezza Europa, nonostante le varianti, non ha mai chiuso gli istituti. Davvero le mutazioni sono così contagiose da imporre la chiusura delle aule?

"I Comuni non possono permettersi un proprio pool di virologi, per cui dobbiamo fidarci del Cts. Se i medici ci dicono che il contagio viaggia forte tra gli under 19, dobbiamo crederci e agire di conseguenza. Ma resto convinto dell’idea che la scuola resti un luogo sicuro".

Paco Misale