di Giovanni Rossi Non è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che resta in composta attesa del suo turno al Quirinale, ma il governatore della Campania Vincenzo De Luca il primo politico italiano a vaccinarsi. Con studiato blitz, il sulfureo polemista salernitano ordina la prima puntura Pfizer-BioNTech ai sanitari dell’ospedale Cotugno di Napoli bruciando sul tempo i rappresentanti istituzionali di ogni ordine e grado. Imbarazzo (e forse un pizzico di invidia) tra i colleghi presidenti di Regione: allineati, certo, sulla decisione di governo e...

di Giovanni Rossi

Non è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che resta in composta attesa del suo turno al Quirinale, ma il governatore della Campania Vincenzo De Luca il primo politico italiano a vaccinarsi. Con studiato blitz, il sulfureo polemista salernitano ordina la prima puntura Pfizer-BioNTech ai sanitari dell’ospedale Cotugno di Napoli bruciando sul tempo i rappresentanti istituzionali di ogni ordine e grado. Imbarazzo (e forse un pizzico di invidia) tra i colleghi presidenti di Regione: allineati, certo, sulla decisione di governo e Cts di somministrare le prime dosi solo a sanitari e anziani, ma al tempo stesso iperpresenzialisti e assai compresi nel ruolo di gran cerimonieri dell’anteprima vaccinale (chiusasi in Italia senza notizie di reazioni allergiche).

In questa giornata speciale, gli sguardi gravi che accompagnavano i bollettini più catastrofici per morte e contagio per una volta si distendono in sorrisi almeno accennati (seppur nascosti dalla mascherina). Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, quasi benedice le fiale. La luce in fondo al tunnel regala entusiasmo. Da Attilio Fontana (Lombardia) a Giovanni Toti (Liguria), da Eugenio Giani (Toscana) a Nicola Zingaretti (Lazio), i presidenti di Regione si fanno immortalare con gioia vicino a medici, infermieri e anziani pronti per la somministrazione. Sembrano tutti un po’ badanti e un po’ garanti della profilassi al via. L’incontentabile De Luca fa di più e sceglie di presentarsi quale esempio per le masse: "Deve vaccinarsi il cento per cento dei campani", è l’esortazione del presidente con licenza di siero.

Quasi nessuno gradisce l’esibizione. "Inqualificabile e indegno abuso di potere", tuona il sindaco di Napoli Luigi De Magistris invitando il dirimpettaio "a chiedere scusa" per il "privilegiato" comportamento da "casta arrrogante". Pura "propaganda", si arrabbiano anche i deputati campani del Movimento 5 Stelle: "Stigmatizziamo" questo comportamento "inaccettabile" a danno di "operatori sanitari e anziani". Nessuna reazione dal Pd, il partito del vaccinato numero uno. Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) punge il premier Giuseppe Conte e il commissario all’emergenza Domenico Arcuri: "Non ci risulta che De Luca sia un operatore sanitario o sia ospitato in una casa di riposo. C’è qualcosa che non sappiamo? Esiste una corsia privilegiata per i politici di sinistra?".

Anche i medici stanno sul palco. A Genova l’infettivologo Matteo Bassetti si vaccina e spara sui colleghi renitenti o incerti: "Andava fatta una legge prima. Chi non fa il vaccino non è giusto che lavori nel sistema sanitario". Il professor Andrea Crisanti, inizialmente dubbioso per la sperimentazione a tappe forzate, offre la sua sponda: "Giornata simbolica dal grande significato di speranza. Mi vaccinerò quando sarà il mio turno, senza pagliacciate".