Caso Orlandi, le operazioni al cimitero Teutonico (Ansa / Vatican Media)
Caso Orlandi, le operazioni al cimitero Teutonico (Ansa / Vatican Media)

Roma, 20 luglio 2019 - E' ancora presto per una risposta. Oggi sono stati aperti gli ossari del cimitero Teutonico in Vaticano, dove si ipotizza possano trovarsi i resti di Emanuela Orlandi e delle principesse tedesche Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklemburgo. Proprio alle due principesse appartenevano le tombe trovate vuote 10 giorni fa: un colpo di scena che ha indirizzato gli investigatori verso le due botole collocate sotto una pavimentazione all'interno del Campo Santo e contenti ossa umane: le spoglie delle nobili e - chissà - anche quelle della 15enne scomparsa nel 1983, potrebbero essere state traslate proprio qui. Oggi è stata effettuata una prima valutazione sui reperti ma ci vorrà del tempo per capire a chi appartengano. E' il secondo atto dell'indagine - la prima aperta dal Vaticano - sulla sparizione di Emanuela. Indagine partita dopo una lettera anonima arrivata al legale degli Orlandi. 

"Il fatto che siano ossa non catalogate e buttate in un ossario, anzi in una cavità, rende più difficile e più lungo l'accertamento - spiega il genetista della famiglia Orlandi, Giorgio Portera, all'uscita dal cimitero Teutonico -. "Spero che oltre all'accertamento strumentale e medico legale ci possa essere la possibilità di avere riscontri da qualche documento che ci dica queste centinaia, migliaia di ossa perché sono lì e da quanto tempo sono all'interno di questa cavità". Il perito degli Orlandi è stato colpito proprio dal numero dei reperti. La notizia è che, vista la loro conformazione, potrebbero appartenere anche a minorenni. "Non ci aspettavamo di trovare così tante ossa. Oggi ne sono state ritrovate migliaia, dunque si ipotizza la presenza di decine di persone. Sono state ritrovate ossa piccole e grandi e soprattutto ossa craniche che sono riconducibili a soggetti adulti e non adulti". 

La sorella di Emanuela Orlandi: "Esperienza forte"

Le operazioni peritali sugli ossari, conclusesi in una prima fase questo pomeriggio, proseguiranno sabato 27 luglio alle 9. Lo ha fatto sapere il direttore ad interim della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti. Si cercherà di "dare una prima datazione delle ossa, sulla base di un'analisi morfologica", ha precisato l'avvocato Laura Sgrò,  legale della famiglia Orlandi.  "Sono esperienze molto forti, potrebbero esserci le ossa di mia sorella... però non ci pensiamo finché non abbiamo il risultato", è il commento di Federica Orlandi, la sorella di Emanuela. 

"Attendiamo i risultati delle analisi sulle ossa ritrovate per capire qualcosa di più, considerato anche il numero elevato di resti presenti nei due ossari. Un dato non atteso che potrebbe prevedere tempi lunghi. Noi continuiamo a cercare la verità", ha detto invece il fratello Pietro.

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LA PROTESTA DEGLI ATTIVISTI - Intanto stamani, in piazza Sant'Uffizio è andata in scena la protesta di Sandro Masetti, Renata Gratto e Cinzia Di Florio, tre amici di Pietro Orlandi e attivisti della pagina Fb Petizione.Emanuela@libero.it". "Vogliamo il dossier, chiediamo verità e giustizia - dicono . Se oggi non si troverà nulla nel cimitero noi continueremo. Emanuela Orlandi è il simbolo di tutti gli scomparsi, noi siamo con Pietro (fratello di Emanuela) che da luce a chi vive nella disperazione". Indossano la maglia su cui è ritratta Emanuela: "Sono 36 anni che aspettiamo la verità - spiegano -, quando il Vaticano vede questa maglietta, sulla quale è ritratta Emanuela, 'se deve sentì male'".

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