I manifesti su Emanuela Orlandi e Mirella Gregori (Ansa)
I manifesti su Emanuela Orlandi e Mirella Gregori (Ansa)

Roma, 2 novembre 2018 - Potrebbe arrivare da un molare la svolta nelle indagini sulle ossa umane trovate in Nunziatura Apostolica a Roma. E potrebbe portare in un nuovo vicolo cieco sui casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Subito si era avanzata l'ipotesi che ci potesse essere una relazione tra i resti e le sorti delle due ragazze, scomparse nella Capitale nel 1983 a poco più di un mese di distanza. Ma un dettaglio che filtra in queste ore sembra indirizzare le indagini verso un'altra direzione. A un primo esame, l'attenzione si sarebbe soffermata sull'arcata dentale del teschio. E, in particolare, su un molare che sembrerebbe essere un dente del giudizio. Se così fosse, si potrebbe pensare al cadavere di una persona adulta e non di un bambino o adolescente. Solitamente, infatti, i denti del giudizio si formano tra i 17 e i 25 anni. Emanuela Orlandi, va ricordato, è scomparsa quando di anni ne aveva 15, così come Mirella Gregori. 

IL PUNTO - In Nunziatura sono stati trovati i resti di due persone, di cui solo uno scheletro era ancora intatto. I primi esami sul bacino hanno fatto pensare a ossa di donna. Ieri, poi, è spuntata una nuova pista che portava alla moglie del custode, sparita in circostanze misteriose negli anni '60. Le indiscrezioni dei primi giorni parlavano di un rifacimento del pavimento negli anni '80, il che, tendenzialmente, portava a escludere quest'ultima ipotesi. La posizione dove sono state individuate le ossa, sotto il massetto, fa infatti pensare a resti di non vecchissima datazione. Ma ieri la ristrutturazione è stata smentita e, anzi, si è fatto notare che i lavori si sono resi necessari proprio perché in quegli ambienti non venivano effettuati interventi dagli anni '60.

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GLI ESAMI - Voci e smentite si moltiplicano. In attesa di lunedì, quando potrebbero arrivare i primi risultati ufficiali degli esami sulle ossa. Un nodo, per lo meno, potrebbe essere sciolto: si avrà la conferma del sesso della persona (o persone) a cui appartengono i resti. Servirà invece ancora qualche giorno, invece, per l'esame del Dna e per sapere la data della morte.