Aya Biran, la zia paterna del piccolo Eitan (Ansa)
Aya Biran, la zia paterna del piccolo Eitan (Ansa)

Pavia, 19 settembre 2021 - Aya Biran è in Israele per "riportare Eitan a casa sua in modo pacifico e senza ritardi". La zia paterna del bimbo, unico sopravvissuto nella strage della funivia del Mottarone e ora la centro di una battaglia legale per la sua custodia, è "accompagnata da funzionari diplomatici" e ora dovrà osservare un periodo di quarantena. La notizia è stata data ai giornalisti prima dal marito Or Nirko, poi dal portavoce della famiglia in Israele, Eytan Har-Or.

La signora - ha spiegato ancora la portavoce - è "turbata dalle informazioni circa lo stato psicologico e mentale di Eitan e di quanto viene compiuto dai suoi rapitori visto il lungo periodo in cui è nelle loro mani". Ieri il piccolo, sottratto alla zia e portato a Tel Aviv dal nonno materno, ha incontrato l'altro zio paterno Hagai Biran. "Anche se Eitan appare in condizioni fisiche buone, è preoccupante notare nel piccolo chiari segni di istigazione e lavaggio del cervello", ha dichiarato l'uomo attraverso gli avvocati che assistono la sua famiglia, sottolineando come "il ritorno a casa sua in Italia" appaia "più urgente che mai". 

"Eitan deve rientrare "senza ritardi affinchè possa proseguire i suoi studi in prima elementare che aveva iniziato una settimana prima del rapimento e che aspettava con ansia e a cui si era preparato molto. E che possa proseguire le cure di riabilitazione e di sostegno mentale in corso, interrotte a causa del rapimento", ha detto ancora la portavoce sottolineandp come "il ritorno alla routine e alla stabilità" siano "così importanti dopo il disastro". 

Udienza anticipata al 23 settembre

Secondo i media israeliani, l'udienza al Tribunale della famiglia di Tel Aviv sul caso è stata anticipata, dal 29 settembre, a giovedì prossimo 23 settembre. Secondo radio Kan , la signora Biran si è rivolta al Procuratore generale Avichai Mandelblit chiedendo di "riavere Eitan al più presto sulla base della Convezione dell'Aja". Aya Biran inoltre si è rivolta alla polizia per essere interrogata.

Un terzo indagato per il rapimento

Intanto ci sarebbe un terzo indagato per sequestro di persona, reato del quale al momento sono accusati i nonni materni del bambino, Shmuel Peleg ed Etty Cohen. Secondo quanto scrivono Il Corriere della Sera e La Provincia Pavese, si tratterebbe del 56enne israeliano che ha guidato l'auto con cui Peleg e il nipote hanno raggiunto la Svizzera. Nonno, nipote e autista erano stati fermati per un controllo e poi identificati dalla polizia svizzera, nei pressi dell'aeroporto di Lugano prima che Peleg ed Eitan salissero sul volo privato diretto in Israele.