di Leonardo Manera Ci sono persone che temono oltre misura ogni malattia e anche i vari effetti che i trattamenti sanitari possono causare, al punto da avvertire sintomi anche quando non ce ne sarebbe motivo. Si finisce, talvolta, per diventare malati immaginari, con grave danno per se stessi e per le relazioni sociali. Di solito c’è un elemento scatenante che genera questa sorta di ipocondria. In passato anche a me capitò qualcosa di simile, e avvenne per colpa di un problema dentale. Dovevo farmi estrarre un molare, ma il bravo...

di Leonardo

Manera

Ci sono persone che temono oltre misura ogni malattia e anche i vari effetti che i trattamenti sanitari possono causare, al punto da avvertire sintomi anche quando non ce ne sarebbe motivo. Si finisce, talvolta, per diventare malati immaginari, con grave danno per se stessi e per le relazioni sociali. Di solito c’è un elemento scatenante che genera questa sorta di ipocondria. In passato anche a me capitò qualcosa di simile, e avvenne per colpa di un problema dentale.

Dovevo farmi estrarre un molare, ma il bravo dentista che si occupava dell’operazione andò un po’ troppo a fondo col trapano, causandomi la perforazione del seno mascellare. Entrando, praticamente, col trapano fin dentro al naso. Può capitare. Ma l’infezione che ne derivò non si risolse facilmente e quindi dovettero operarmi al naso, asportandomi parte della mucosa. Il naso, privo della mucosa, non filtrava più l’aria fredda che quindi giungeva tale (fredda, appunto) fin dentro alla gola, causandomi continue faringiti. Fu necessario assumere antibiotici per diversi mesi.

Nel frattempo, per la sfiga che talvolta si accanisce indomita anche sui più miti, si rese necessaria l’asportazione del molare anche dall’altra parte. Un dente precedentemente devitalizzato aveva sviluppato un granuloma. Stavolta cambiai dentista e ne trovai uno che mi ispirava fiducia. Senonché, dopo aver proceduto all’anestesia e aver cominciato a trapanare, notai che il bravo professionista aveva la mano che gli tremava, non so se per l’agitazione o per qualche sua patologia. E, credetemi, non è bello farsi estrarre un dente da una pur rispettabile persona che, però, ha la mano che trema. Non ci si sente del tutto a proprio agio.

"Ma ormai sono qui – pensai – e mi pare brutto alzarmi proprio ora che l’operazione è cominciata". Purtroppo, però, dopo pochi minuti l’ottimo odontoiatra mi avvertì, sconsolato, che non riusciva a completare l’estrazione ed era così obbligato a lasciarmi in sede mezzo dente. Mezzo dente che a sua volta fece infezione. Infezione che a sua volta mi procurò un’altra perforazione del seno mascellare. Ne ebbi per altri mesi, con lunghe assunzioni di antibiotici e problemi di vario tipo, anche personali. Insomma, per un periodo ebbi la vita completamente rovinata a causa di due molari.

Risolsi, infine, il problema, grazie a un abilissimo chirurgo maxillo facciale di lunga esperienza. Resta, però, il fatto che, da allora, ogni volta che ho un dolorino ai denti comincio a preoccuparmi anche più del dovuto. Poi, però, do ascolto al mio medico che mi rincuora: "Se il problema è grave, si muore. Se non è grave, prima o poi passa". Tendenzialmente, come soluzione, preferisco la seconda.