L'ecotassa vale per le auto comprate fino al 2021 (Ansa)
L'ecotassa vale per le auto comprate fino al 2021 (Ansa)

Roma, 1 marzo 2019 - L’ecotassa 2019 scatta oggi, ma per l’ecobonus partirà solo la piattaforma on line per la registrazione dei concessionari, mentre per il decollo manca ancora un decreto del ministero dello Sviluppo economico. È fissato al primo marzo, infatti, il D-day per l’avvio operativo dell’ecotassa, l’imposta prevista dalla legge di Bilancio per disincentivare l’utilizzo delle auto più inquinanti ma che, secondo associazioni di consumatori, sindacati dei metalmeccanici (che sarebbero pronti a proclamare in marzo una manifestazione contro l’operazione) e imprese automobilistiche, si rivelerà una stangata per gli acquirenti e una misura penalizzante per l’industria del settore nel nostro Paese. Il nuovo balzello dovrà essere pagato da tutti gli automobilisti che decideranno di acquistare, anche in leasing, automezzi destinati al trasporto di persone (fino a 8 posti) e una soglia di emissione superiore a 160 grammi di Co2 per chilometro.

L’imposta sarà di 1.100 euro per l’acquisto di una nuova auto con emissione comprese tra 161 e 175 CO2 g/Km, di 1.600 euro per la fascia 176-200, di 2.000 euro tra 201 e 250 e di 2.500 euro oltre 250. Non sarà applicata ai veicoli per uso speciale come camper, veicoli blindati, ambulanze, veicoli con accesso per sedia a rotelle. Il versamento, secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate pubblicata ieri, dovrà essere effettuato dall’acquirente entro la data di immatricolazione attraverso il modello F24. La nuova tassa dovrebbe salvare le utilitarie, ma non è detto. Perchè si scarica anche su quelle economiche, con prezzi sotto ai 15mila euro.

È il caso della Dacia Lodgy Stepway: un autoveicolo economico rispetto alla sua categoria, con un prezzo che parte da 14.900 euro. Poiché le emissioni della vettura superano il livello massimo consentito per essere esentati dalla ecotassa, si applicherà sul suo acquisto un sovrapprezzo di 1.100 euro. Colpite anche il Fiat Qubo, il Doblò, la SSangyong Tivoli o la Fiat 500L Cross. Penalizzate anche la Volkswagen Golf, la Jeep Renegade. Protestano le associazioni di categoria, Unrae, Federauto e Anfia, preoccupate "per le ripercussioni che le incertezze stanno già determinando sul mercato e sull’operatività delle imprese". Attacca anche il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz: "Ci facciamo del male. È una fastidiosa tassa, che agevola le vetture fatte in Cina o negli Stati Uniti e penalizza quelle fatte in Italia".

Veniamo all’ecobonus. È fissato a 54.900 euro, Iva inclusa, il limite al di sotto del quale scatteranno gli ecoincentivi per l’acquisto di auto poco inquinanti, ibride o elettriche: per l’elettrico il contributo è di 6mila euro se si rottama un veicolo euro 0, 1, 2, 3, 4 e di 4mila euro senza rottamazione. Per l’ibrido, gli incentivi passano a 4mila euro (con rottamazione) e 1.500 (senza). Sarà fino a 3.000 euro il contributo per l’acquisto di motorini elettrici o ibridi. È prevista una detrazione del 50% su un ammontare non superiore a 3.000 euro da ripartire in dieci quote annuali di pari importo per le spese di acquisto e installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici sostenute dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021. Ma perché parta tutto questo manca un decreto del ministro dello Sviluppo.

Alcuni esempi di auto colpite dagli aumenti:

  • Volkswagen Golf 2.0 R

+ 1.600 euro

  • Fiat Doblò 1.400 cc benzina

+1.600 euro

  • Fiat 500L Cross

+ 1.100 euro

  • Giulietta 1.4 Turbo

+ 1.100 euro

  • Dacia Lodgy Stepway

+ 1.100 euro

Suzuky Jimmy 1.5

+ 1.100 euro