Roberto Giardina Una buona notizia con riserva, Patrick lascia il carcere ma non è assolto. Il processo riprenderà a febbraio, e rischia una pena a cinque anni per attività sovversiva. In questi due mesi, è probabile, che continueranno trattative riservate e complicate per stabilire il prezzo dell’assoluzione definitiva, o di...

Roberto

Giardina

Una buona notizia con riserva, Patrick lascia il carcere ma non è assolto. Il processo riprenderà a febbraio, e rischia una pena a cinque anni per attività sovversiva. In questi due mesi,

è probabile, che continueranno trattative riservate e

complicate per stabilire il prezzo dell’assoluzione definitiva, o di una condanna simbolica. Alla fine, quel che conta sono i rapporti di forza tra gli Stati.

L’Egitto ha bisogno dell’Italia per forniture militari, che sono utili anche ai nostri cantieri. L’ipocrisia è inutile, anzi pericolosa, ma le proteste popolari non sono retoriche. Sono servite anche a sensibilizzare il nostro governo, e a dare all’Egitto un alibi.

È la regola quando si vuole salvare la vittima di un regime.

Nell’agosto del 2020, Putin acconsentì a far partire

l’oppositore Alexej Navalnj, in fin di vita dopo un oscuro

attentato, per farlo curare a Berlino. Cedé in apparenza dopo una telefonata di Frau Merkel, ma in gioco c’era il gasdotto del Baltico, che rischiava di venir bloccato. Mosca ha bisogno di valuta in cambio di energia.

Nel 1990, Nelson Mandela fu liberato perché il Sud Africa non poteva resistere oltre all’isolamento internazionale. Fu l’inizio della fine per l’apartheid.

Le sanzioni sono controproducenti, non hanno mai portato alla fine di un regime, perché i dittatori non possono cedere senza perdere prestigio. È possibile fingere di essere clementi quando conviene. Non aver ceduto alla

rassegnazione, gli appelli di Amnesty International e le

proteste in piazza degli italiani hanno salvato Zaki, e serviranno ancor più nelle prossime settimane.

Se Abdel Al-Sisi otterrà qualcosa in cambio, non importa.