Spingendo l’immaginazione oltre il film Il pianeta delle scimmie, si potrebbe vedere King Kong seduto dietro uno sportello bancario. Visioni, certo. Sarà l’effetto degli studi sul comportamento economico dei primati non umani, pubblicati in un numero speciale della rivista Philosophical Transactions della Royal Society of London. Etologi, neuroscienziati e studiosi di economia comportamentale hanno osservato fenomeni che aprono scenari evoluzionistici interessanti. Alcune scimmie sbarcano il lunario attraverso lo scambio. I macachi selvatici, che vivono intorno al tempio balinese di Uluwatu, rubano oggetti ai turisti per poi consegnarli ai guardiani del tempio in cambio di cibo. Ladri e furbi, già perché non si accontentano di qualsiasi cosa...

Spingendo l’immaginazione oltre il film Il pianeta delle scimmie, si potrebbe vedere King Kong seduto dietro uno sportello bancario. Visioni, certo. Sarà l’effetto degli studi sul comportamento economico dei primati non umani, pubblicati in un numero speciale della rivista Philosophical Transactions della Royal Society of London. Etologi, neuroscienziati e studiosi di economia comportamentale hanno osservato fenomeni che aprono scenari evoluzionistici interessanti.

Alcune scimmie sbarcano il lunario attraverso lo scambio. I macachi selvatici, che vivono intorno al tempio balinese di Uluwatu, rubano oggetti ai turisti per poi consegnarli ai guardiani del tempio in cambio di cibo. Ladri e furbi, già perché non si accontentano di qualsiasi cosa commestibile, attendono l’offerta più gradita. Trattano e, se capiscono che refurtiva come le ciabatte non ha un valore di scambio, memorizzano il dato e vanno a colpo sicuro. "Solo gli adulti hanno questa strategia – spiega l’etologa Elsa Addessi, del Cnr-Istc di Roma, fra le curatrici della pubblicazione –. I più giovani non aspettano e non selezionano gli oggetti".

Sarebbe però azzardato pensare che il baratto sia nato prima dell’uomo, chiarisce l’etologa: "Il baratto presuppone una doppia coincidenza di intenti, ti offro qualcosa che ho in quantità e che a te serve in cambio di qualcosa che serve a me. Nelle scimmie questa elaborazione manca. Il loro meccanismo è stato studiato in cattività attraverso un addestramento che consiste nell’insegnare che, ad esempio, fra una serie di gettoni colorati quelli blu corrispondono a una nocciolina".

Un Monopoli del cibo a cui le scimmie giocano, partendo da un portafoglio assegnato. E via con investimenti primordiali: "Le scimmie hanno imparato rapidamente il valore – spiega la ricercatrice –, tanto che si arrabbiano moltissimo se lo sperimentatore assegna loro un numero di noccioline che non corrisponde ai gettoni".

Non hanno ancora sviluppato l’arte umana della truffa, per quella occorre talento. Lo scambio si limita a un sistema economico delle origini in cui il concetto di denaro è ancora troppo evoluto. Eppure dice molto. Nel 1776, tra le pagine del trattato La ricchezza delle Nazioni uno dei padri dell’economia moderna, lo scozzese Adam Smith, scrive di "una certa propensione della natura umana a trafficare, barattare e scambiare una cosa con l’altra". Stessa base di partenza, poi la nostra specie ha fatto salti di qualità. Del resto l’homo oeconomicus è il prodotto sofisticato dell’homo sapiens.

Ecco perché l’immagine di un’economia di mercato in un pianeta delle scimmie non è poi così immaginifica, ci sono dei prerequisiti. E ci somigliamo anche quando giochiamo d’azzardo. Il meccanismo della scelta è stato studiato attraverso la teoria dei giochi, quella che ha portato al Nobel John Nash cui ha dato il volto Russell Crowe in A Beautiful mind. Il test indaga la propensione al rischio di fronte a due opzioni, una sicura e una più variabile. "Gli scimpanzé e i cebi che nel loro ambiente naturale mangiano frutti non sempre disponibili – sintetizza Addessi –, in cattività azzardano la scelta rischiosa, mentre i bonobi scelgono prevalentemente l’opzione sicura perché in natura mangiano vegetali ed erbe che non mancano mai".

Alcune varianti di scimpanzé fanno tesoro dell’esperienza e, dopo aver perso tutto, virano prudenzialmente verso la scelta sicura. Sono comportamenti umani. Umane e scimmiesche sono anche certe anomalie decisionali per cui alcuni macachi rischiano di più quando la possibilità di perdere è più alta del potenziale guadagno. "Sono risposte non razionali, riscontrate nell’uomo e nelle specie più vicine a noi – conclude Elsa Addessi –, che fanno parte del processo di evoluzione". Certo, l’uomo capitalista ha ancora parecchia strada da fare.