Siena, 15 settembre 2020 - Prima il ministro della Salute Roberto Speranza, rimasto folgorato nella sua visita a Siena in ’Toscana Life Sciences’ dalle potenzialità della terapia antiCovid messa a punto dal laboratorio sugli anticorpi monoclonali, coordinato da Rino Rappuoli. "E’ la nostra speranza di cura - aveva detto il ministro - i dati della ricerca sono interessanti, ci sarà ancora molto da lavorare, molto da verificare, però apriamo una strada per provare ad avere cure certe, sicure, che possano portarci a un risultato positivo rispetto a questa sfida drammatica. Io provo un grande orgoglio per quello che viene fatto qui dai nostri ricercatori e scienziati". Coronavirus, Pts: "Stop a doppio tampone negativo per fine contagiosità" Ora anche Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus e ad di Invitalia, si converte...

Siena, 15 settembre 2020 - Prima il ministro della Salute Roberto Speranza, rimasto folgorato nella sua visita a Siena in ’Toscana Life Sciences’ dalle potenzialità della terapia antiCovid messa a punto dal laboratorio sugli anticorpi monoclonali, coordinato da Rino Rappuoli. "E’ la nostra speranza di cura - aveva detto il ministro - i dati della ricerca sono interessanti, ci sarà ancora molto da lavorare, molto da verificare, però apriamo una strada per provare ad avere cure certe, sicure, che possano portarci a un risultato positivo rispetto a questa sfida drammatica. Io provo un grande orgoglio per quello che viene fatto qui dai nostri ricercatori e scienziati".

Coronavirus, Pts: "Stop a doppio tampone negativo per fine contagiosità"

Ora anche Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus e ad di Invitalia, si converte sulla strada della cura senese ed è pronto a gettare sul tavolo dove si gioca la partita delle terapie e dei vaccini una fiche da 380 milioni di euro. "Sosterremo la ricerca di Reithera di un vaccino promettente - sono le parole di Arcuri - e il lavoro di ’Toscana Life Sciences’, che è leader nello sviluppo degli anticorpi monoclonali".

Coronavirus, il bollettino del 15 settembre

Bisognerà trovarle un nome da titolo, un brand più accattivante alla prima cura che potrebbe fermare la pandemia e curare l’infezione. Perché Monoclonal Antibody, anticorpi monoclonali, non accende la fantasia o illumina di speranza la ricerca condotta nei laboratori senesi di Tls. Rivelata da Rino Rappuoli, pioniere mondiale dei vaccini e Chief Scientist di Gsk, in estate anche sulle pagine di Qn. "Entro l’estate del 2021 - aveva detto Rappuoli - potremo cominciare a iniettare gli anticorpi ai primi contagiati e agli operatori sanitari. I test cominceranno a gennaio, siamo già nella prima fase industriale".

La novità più importante ora sono i soldi. Nel decreto agosto ci sono 380 milioni di euro, 80 dei quali subito, per finanziare industrie e ricerche private che siano all’avanguardia nella lotta al Coronavirus. Gli anticorpi di Tls e del team di Rappuoli sono il progetto che avrà la fetta più consistente. I primi 50 milioni arriveranno dopo che la Fondazione ’Toscana Life Sciences’ e Invitalia avranno creato una società per lo sviluppo del farmaco. Sia Arcuri che i vertici di Tls, Fabrizio Landi e Andrea Paolini, con il supporto della Regione Toscana e Fondazione Mps, stanno ultimando i passaggi per creare un veicolo, capace di utilizzare risorse europee, Recovery Fund o Mes, senza incorrere nel rischio di aiuti di Stato.

A cosa serviranno quei milioni? Ad accelerare la fase industriale, perché la ricerca del team di Rappuoli ha già superato la fase di laboratorio e ora è dirottata in quella di stabilimento.

Tra i tre anticorpi più efficaci, selezionati tra migliaia raccolti negli ospedali toscani e allo Spallanzani, ora se ne sceglierà uno. Che sarà trasformato in un farmaco da iniettare, nei laboratori di un’azienda svizzera, e poi clonato industrialmente, prodotto in migliaia di dosi negli stabilimenti Menarini a Pomezia. I milioni del ministero serviranno prima di tutto a produrre queste dosi. Contemporaneamente, forse a inizio gennaio, inizieranno i test clinici sul farmaco antiCovid: prima iniettando gli anticorpi su volontari sani, per dimostrare che non fa male; poi testandolo su operatori sanitari, probabilmente di ospedali toscani e dello Spallanzani, e su un campione di pazienti contagiati dal Covid. Le percentuali di successo possono essere anche più basse di quelle di un potenziale vaccino: siccome il farmaco deve curare pazienti malati, e non difendere i sani dall’attacco del virus, potrebbero rivelarsi promettenti anche percentuali di successo ed efficacia sopra il 50%. Sempre a metà 2021 dovrebbe arrivare l’autorizzazione dell’Aifa e iniziare la produzione su larga scala.

Questo il cronoprogramma della via italiana contro la pandemia. Il Governo e il ministro Speranza hanno aggiunto anche un altro regalo: stanziando 4 milioni di euro per riattivare il blocco 23 nel polo Gsk a Siena. Per trasformare quello stabilimento nell’avamposto italiano per la produzione di farmaci e vaccini contro le emergenze sanitarie. I 4 milioni sono fermi alla Conferenza Stato Regioni, si sbloccheranno a fine settembre.