8 mar 2022

"È una guerra contro la lobby gay" Il patriarca Kirill esalta gli invasori

Proclama anti-occidentale nella domenica del Perdono. La Chiesa Ortodossa russa sempre più filo Putin

giovanni panettiere
Cronaca

di Giovanni Panettiere Neanche la sanguinosa invasione russa dell’Ucraina spinge il patriarca di Mosca a liberarsi dall’abbraccio mortale di Putin, sempre più a suo agio nei panni (mai dismessi) del dittatore. Sollecitato a condannare l’attacco a Kiev anche dall’interno della Chiesa ortodossa russa che presiede – una delle diciassette componenti il puzzle dell’ortodossia, ciascuna indipendente, ferma restando la comune dottrina –, il 75enne Kirill ha fatto di testa sua. Senza invocare nemmeno un cessate il fuoco, ha giustificato l’intervento militare del Cremlino nel nome di una crociata contro i diritti omosessuali promossi dall’Occidente. Nel suo ultimo sermone, pronunciato durante il culto divino della Domenica del Perdono, il patriarca ha sostenuto che "le parate del Gay Pride dimostrano la sussistenza del peccato come variabile del comportamento umano". Il loro svolgimento rappresenta "un test di lealtà" ai governi occidentali, respinto dalle due repubbliche separatiste del Donbass, dove "vi è un fondamentale rifiuto dei cosiddetti valori offerti da chi rivendica il potere mondiale". In ballo c’è la salvezza umana. "Siamo entrati in una lotta che non ha significato fisico, ma metafisico", è il crescendo wagneriano di Kirill che spiazza anche i più inclini all’ecumenismo. Putin incassa e ringrazia. Come da copione, d’altronde, considerando il doppio filo che lega, in una smaccata attualizzazione della Chiesa di Stato costantiniana, il patriarcato di Mosca al Cremlino. Il secondo necessita del primo, vera coscienza nazionale, per far presa in tempi di secolarizzazione incipiente quantomeno sulla Russia più profonda. Kirill copre le spalle e si affida all’ex agente del KGB – resta il mistero sul fatto che entrambi abbiano lavorato nei servizi sovietici – per avere protezione dopo i secoli turbolenti per gli ortodossi dello zarismo, quando Pietro il Grande abolì il patriarcato sorto nel 1589 a discapito di quello originario russo di Kiev, e dell’ateismo di Stato stalinista. La cattedrale ...

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