26 apr 2022

E sul pratone dei fratelli Cervi il popolo di sinistra sta coi pacifisti

Reggio Emilia, festa della Liberazione. Accoglienza fredda per la vice dell’Anpi favorevole alle armi per Kiev

ylenia rocco
Cronaca

di Ylenia Rocco GATTATICO (Reggio Emilia) "E se muoio da partigiano tu mi devi seppellire, seppellire lassù in montagna, sotto l’ombra di un bel fior". Le note e le parole di Bella Ciao sono la colonna sonora della Festa della Liberazione a Casa Cervi, luogo simbolo della Resistenza nelle campagne reggiane, dove vissero i 7 fratelli uccisi dai nazifascisti. Migliaia di persone, un prato colorato di magliette, bandiere rosse, tricolore. Giovani, tantissimi. Famiglie, gente di ogni età. Cuore partigiano, ma di fronte all’Ucraina il cuore si divide. Alle 14.30, dopo il pranzo, i partecipanti si assiepano sotto il palco; la musica, che ha accompagnato l’intera mattinata, si spegne per lasciare spazio alle voci. La prima a parlare è Albertina Soliani, presidente dell’ istituto Alcide Cervi e vicepresidente dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani italiani, già senatrice della Repubblica. Le parole giuste sono difficili da trovare per lei, ma la traccia è netta, c’è un presupposto intoccabile: Putin e la Russia hanno minato la pace del popolo ucraino, aggredendolo. L’obiettivo dell’Italia, quindi, dev’essere uno solo e cioè "riportare il sentimento dell’umanità al potere". Si può discutere sul come – ripete la Soliani –, "con o senza armi", ma non si può invece stare fermi a guardare le vite altrui distruggersi. Il 25 aprile è una data importante, è anche un augurio. E lei augura i un buon 25 aprile non solo all’Italia ma anche all’Ucraina e a tutti quei popoli che oggi non possono dirsi liberi come quello del Myanmar, dello Yemen, il Palestinese, il Curdo e del Saharawi. Reazione dal pratone coperto dal pubblico? Nessun entusiasmo. Anzi, qualche fischio e pochi applausi. Pochi minuti dopo, cambio di scena. Sul palco sale don Luigi Ciotti, presidente di Libera contro le mafie. Il suo discorso è nettamente differente: chi vende armi non può assolutamente volere la ...

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