Leo Turrini Era un gioco per bambini poveri, una volta. Poi pare sia stato riscoperto anche dai rampolli dei ricchi, nei lunghi mesi del lockdown. Adesso, potrebbe diventare disciplina olimpica. Mettetevi comodi, non sto scherzando. Qui si parla del gioco del palloncino: spinto per aria e bravo...

Leo

Turrini

Era un gioco per bambini poveri, una volta. Poi pare sia stato riscoperto anche dai rampolli dei ricchi, nei lunghi mesi del lockdown. Adesso, potrebbe diventare disciplina olimpica. Mettetevi comodi, non sto scherzando. Qui si parla del gioco del palloncino: spinto per aria e bravo chi evita di farlo cadere a terra. Il tutto rigorosamente in un ambiente chiuso, tra seggiole, tavoli, letti. Nonché, nella versione più moderna, persino automobili! Recentemente, tra lo stupore generale in Spagna è stato organizzato il primo campionato del mondo della specialità (chiamiamola così). L’evento è stato promosso sul web: si sono incredibilmente iscritti concorrenti da ogni continente. Il titolo iridato è stato conquistato da un funambolo peruviano, che ha sconfitto in finale un tedesco. C’era anche un italiano, eliminato in fretta (via, ci mancava solo, in questo 2021 tutto Azzurro, che vincessimo pure con il palloncino). Tra i testimonial della pittoresca competizione, figurava Gerard Piqué, già patron della nuova versione della Coppa Davis di tennis. Lui, il difensore del Barcellona, nonché compagno della cantante Shakira: si narra che i due si siano divertiti con il palloncino, quando la pandemia li aveva rinchiusi nel loro appartamento (vabbè, abitano in una reggia, ma per il palloncino non fa differenza). Insomma, qui i casi sono due. O siamo di fronte al nuovo che irresistibilmente avanza. O il Covid ha prodotto anche danni collaterali. E se la briscola diventasse sport olimpico?