Wanna Marchi è nata in provincia di Bologna nel 1942. Stefania Nobile è nata nel novembre del 1964
Wanna Marchi è nata in provincia di Bologna nel 1942. Stefania Nobile è nata nel novembre del 1964
di Viviana Ponchia Ciabattone cornute, volete continuare a piangere come balene sulla vostra cellulite o è ora di darci un taglio? Siete riuscite a perdonarla? Perché la sacerdotessa dell’alga nera di Bretagna ha espiato le sue colpe ed è tornata. Eccola Wanna Marchi. Cento ore di diretta su un canale che va cercato con fiducia da rabdomante. Settantanove anni, capelli radi e abbaglianti. Spalleggiata come allora dalla figlia Stefania Nobile, incamminata verso i 56, identiche corde vocali e talento per la rissa. Non dà i numeri, non vende talismani o pappe verdi. Solo se stessa, con la pressione che nel primo pomeriggio precipita a 108-67 e "la bocca che va da tutte le parti". Sul canale digitale Go Tv la regina delle televendite apre le porte del suo salotto a gente disposta...

di Viviana

Ponchia

Ciabattone cornute, volete continuare a piangere come balene sulla vostra cellulite o è ora di darci un taglio? Siete riuscite a perdonarla? Perché la sacerdotessa dell’alga nera di Bretagna ha espiato le sue colpe ed è tornata. Eccola Wanna Marchi. Cento ore di diretta su un canale che va cercato con fiducia da rabdomante. Settantanove anni, capelli radi e abbaglianti. Spalleggiata come allora dalla figlia Stefania Nobile, incamminata verso i 56, identiche corde vocali e talento per la rissa. Non dà i numeri, non vende talismani o pappe verdi. Solo se stessa, con la pressione che nel primo pomeriggio precipita a 108-67 e "la bocca che va da tutte le parti".

Sul canale digitale Go Tv la regina delle televendite apre le porte del suo salotto a gente disposta a raccontare storie. Imprenditori, gente famosa se arriva, anonimi adoratori. Una maratona. Un rischiatutto. Perché? Perché sì. "Sto mettendo in gioco i miei 20 anni di riscatto. La fame, i patimenti, le umiliazioni. Ora sto bene ma non mi basta. Io voglio tutto. Io sono la televisione". Un divano fucsia la sorregge nella via crucis, per colazione ordina cannoli siciliani, cosce di pollo e qualche sottaceto. "Se viene qui uno che cerca lavoro io glielo trovo. Il regista era stato buttato nell’umido e l’ho tirato su".

Ecco cosa resta dei nostri anni ’80. Due tigri assonnate con il cuore da barista (si dice imprenditrici del food&beverage) che non ci girano attorno: "Vendiamo noi stesse, vendiamo verità. E tu se cambi canale sei un fallito". A inizio millennio furono pizzicate a truffare il pubblico da Striscia la notizia, nemesi esemplare. Intimidazioni, cifre folli per togliere il malocchio. La condanna e la prigione. Nel primo lockdown la mamma starnazzava alla vecchia maniera: "Alloraaaa! Ci hanno detto che dobbiamo stare a casa e voi? In giro ho visto solo vecchi. Vecchi che andavano e venivano con le stampelle… Ma dove andate? Volete mangiare anche il supermercato?".

Archetipo di superchioccia da cortile che picchia ma vuole bene ai suoi bambini, in fondo ci è mancata. Con le sue rughe carsiche e le palandrane di lamè è riuscita a scandalizzare e divertire.

Ci ha detto "fate schifo" e ci siamo sentiti migliori. Lei che non era bella e non sembrava nemmeno tanto sana ha costruito una fortuna sulle nostre ossessioni: bellezza, salute, soldi. Vanna Marchi da Castel Guelfo, classe 1942, incarnava il contrario di quanto prometteva. "Adesso intavoliamo le famose fiale rosa a base di codacavalla purissima, le fiale della giovinezza. D’acordoooo?".

Oggi è più tranquilla, scavata, quasi sedata. Ha chiuso i conti con la giustizia, il passato brucia meno. Tutto è servito. Scappare dalla fame con una licenza di quinta elementare, fare la serva a Milano in casa di Vergottini, poi l’estetista. Sa di cosa parla perché il giorno delle nozze la suocera le sussurra: "Dio quanto sei brutta". Quando scopre che la ciabattona cornuta è lei inizia a strillare e non si ferma più. Gli anni ’80 la trovano scatenata sulle tivù private a lanciare anatemi.

A casa non si desidera altro che rimediare al decadimento spalmando fanghi miracolosi e madame con un ghigno accontenta. Al suo sadismo manca solo la frusta. "Ma perché mai un uomo dovrebbe tornare da una racchia sformata?". "Per lei la cosmesi è una visione del mondo – riconosce Vittorio Sgarbi - i suoi prodotti una vittoria della scienza sul male". Scrive libri, incide dischi rap, confessa di essere mossa dall’odio. Finché una delle ciabattone cornute la denuncia e in decine ammettono di avere comprato bustine di sale contro la jella. Pare finita. Invece no.

Oggi si prende cento ore per dimostrare che la più forte è sempre la Wanna: "Come fai a diventare un venditore se non guardi me?". Il mondo ha assimilato nuove consapevolezze ma resta quel posto magico e pericoloso dove solo un incantesimo può salvarci. Non siamo tanto diversi da allora. Lei casca dal sonno ma è sempre la stessa.