20 apr 2022

E nel Pacifico c’è tensione con la Cina

La Cina e le Isole Salomone siglano un accordo quadro di cooperazione sulla sicurezza, che fa molto discutere per l’aumento dell’influenza di Pechino nell’Oceano Pacifico, a meno di duemila chilometri dalle coste australiane. Risuona un campanello d’allarme negli Stati Uniti, nella Nuova Zelanda e nell’Australia, che dal 2018 ha un accordo con le Isole Salomone che permette l’invio di personale di sicurezza australiano nell’arcipelago.

Secondo una bozza dell’accordo, la Cina potrebbe incrementare la propria presenza militare, incluse le visite di unità navali. Il rischio paventato è che la Cina stabilisca una presenza militare nelle Isole, facendo dello Stato insulare una sorta di “Gibuti” nel Pacifico, in un paragone implicito con la base navale stabilita nel 2016 nel piccolo Stato del Corno d’Africa, finora l’unica all’estero gestita dall’Esercito Popolare di Liberazione cinese.

Il Pacifico è terreno di attrito tra Cina e Stati Uniti, con una competizione che si è infiammata da settembre, quando il presidente Usa Biden, in collegamento con il primo ministro britannico, Boris Johnson, e il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha annunciato una partnership tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia sui sottomarini nucleari e che Pechino ha definito "una Nato nel Pacifico" e un sintomo della "mentalità da Guerra Fredda" degli Stati Uniti.

red. est.

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