WASHINGTON "I ragazzi che sono bulllizzati su Instagram, vengono bullizzati nelle loro case, nelle loro camere da letto. L’ultima cosa che vedono prima di andare a letto è qualcuno crudele con loro, o la prima quando si svegliano". È quanto ha detto, ieri al Senato Usa, Frances Haugen (nella foto), la talpa di Facebook, affermando che...

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"I ragazzi che sono bulllizzati su Instagram, vengono bullizzati nelle loro case, nelle loro camere da letto. L’ultima cosa che vedono prima di andare a letto è qualcuno crudele con loro, o la prima quando si svegliano". È quanto ha detto, ieri al Senato Usa, Frances Haugen (nella foto), la talpa di Facebook, affermando che il social media ha ottenuto risultati allarmanti dalle ricerche fatte in questo settore. "Non riesco a capire come Facebook possa sapere tutte queste cose e non ricorrere a qualcosa come il Congresso per chiedere aiuto e sostegno ad affrontare questi problemi". La 37enne, ingegnere informatico, che ha lavorato per Facebook nel 2019, ha accusato Facebook di "non frenare l’odio sui social, pur di fare profitti". "La realtà che vediamo dai diversi documenti che io ho rivelato – ha riferito – è che il sistema di intelligenza artificiale (Ai) di Facebook intercetta solo una piccola minoranza dei contenuti offensivi. Nel migliore dei casi, e nel caso dei contenuti che incitano all’odio, viene bloccato tra il 10 e il 20%. Proprio come per le sigarette è provato che Facebook sa che i social provocano dipendenza. Facebook ha portato avanto le sue tattiche anche quando era consapevole dei problemi che causavano. Le ricerche mostrano che oltre il 6% dei bambini ammette è dipendente da Instagram e che il social danneggia materialmente la loro salute e il loro rendimento scolastico".

"Voglio solo indicare il fatto che Frances Haugen non ha lavorato alla sicurezza per i bambini o Instagram o fatto ricerca su queste questioni e non ha diretta conoscenza dell’argomento dal suo lavoro a Facebook" ha replicato su Twitter Andy Stone, portavoce del gigante dei social media.