30 gen 2022

E alla fine Di Maio processa Conte "Certe leadership hanno fallito"

"La soluzione è arrivata dal basso, dal Parlamento. Anche dentro i Cinque stelle va aperta una riflessione"

ettore maria colombo
Cronaca
L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, 57 anni, leader dei 5 Stelle.
 In alto a destra, Luigi Di Maio, 35 anni, ministro degli Esteri nel governo Draghi
L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, 57 anni, leader dei 5 Stelle.
 In alto a destra, Luigi Di Maio, 35 anni, ministro degli Esteri nel governo Draghi
L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, 57 anni, leader dei 5 Stelle. In alto a destra, Luigi Di Maio, 35 anni, ministro degli Esteri nel governo Draghi

di Ettore Maria Colombo Esce, felice, sorriso largo, dagli uffici della Camera, Luigi Di Maio, e davanti alle telecamere lancia la bomba: "Alcune leadership hanno fallito – attacca, e ce l’ha con Salvini, ma non solo – hanno alimentato tensioni, hanno creato divisioni, e noi dobbiamo invece lavorare per unire, per allargare. La politica in questi giorni è rimasta vittima di se stessa". "Per fortuna – continua l’affondo – lo stallo lo hanno risolto il Parlamento della Repubblica con i Grandi elettori, grazie al contributo del presidente del Consiglio Mario Draghi". Anche nel Movimento 5 Stelle è necessario aprire "una riflessione politica interna", è la stilettata finale, rivolta a Giuseppe Conte. Ma le immagini parlano più di mille parole. E allora ecco che assistere al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che assiste, prima in Aula, e poi davanti al televisore interno a circuito chiuso del Transatlantico di Montecitorio, allo spoglio del voto, l’ottavo scrutinio, che sta per portare al Colle, di nuovo, Sergio Mattarella, dice tutto. Circondato da un affetto sempre più crescente e sempre più entusiasta dei suoi – i primi giorni, in Transatlantico, erano una ventina, poi ogni giorno che passava crescevano, di numero e di peso – “Giggino“ si produce in uno di quei sorrisi larghi, da ragazzo felice che ha appena passato l’esame. E cum laude. Quando Mattarella supera la soglia fatidica dei 505 voti, scatta l’applauso liberatorio. Stessa scena, ma alle 21 della sera, per Enrico Letta, che si fa fotografare con i suoi dem. La sola, piccola, differenza è che Letta, un partito, ce l’ha e lo governa, pur se da acclamato, mentre Di Maio, in teoria, un partito non ce l’ha più, in mano perché lo guida, in teoria, Giuseppe Conte. Ecco, Di Maio ha deciso di riprenderselo, il M5s, gruppi parlamentari in testa. I ...

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