Vaccinazione anti Covid (Ansa)
Vaccinazione anti Covid (Ansa)

Roma, 25 agosto 2021 - In attesa che che possa arrivare un vaccino anti Covid per il richiamo più efficace nei confronti delle varianti (già allo studio), ci si interroga in questi giorni su quanto dura la copertura dell'immunizzazione. Il virologo Andrea Crisanti spiega: "Da quello che si vede in Israele dura intorno agli 8-9 mesi", mentre secondo un recente studio britannico la copertura diminuisce notevolmente dopo sei mesi. Studi che sembrano suggerire la necessità di una terza dose, come già succede in Israele e come viene anticipato dal ministro Speranza, che ieri ha detto: "Si farà, a partire dai più fragili". Già a metà agosto gli Stati Uniti annunciavano la necessità di una terza dose per tutti dopo 8 mesi.

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Intanto Johnson & Johnson caldeggia un richiamo anche per il suo vaccino monodose, cosa che genera anticorpi anti-virus "nove volte superiori" rispetto a quelli osservati quattro settimane dopo la singola dose.

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Lo studio britannico

La protezione offerta dai vaccini anti-Covid della Pfizer-BioNTech e AstraZeneca dimiuisce notevolmente dopo sei mesi, dice lo studio britannico che sostiene quindi la necessità di una terza dose.  Un mese dopo la seconda dose il vaccino Pfizer risulta efficae all'88% nell'evitare il contagio, un dato che tuttavia scende al 74% dopo cinque o sei mesi; per il siero di AstraZeneca i dati sono rispettivamente del 77% e del 67%.
Lo studio condotto dal King's College di Londra si è avvalso di un campione di oltre un milione di vaccinati che avevano scaricato l'equivalente britannico dell'app "Immuni".  Per questo motivo, diventa necessario valutare la possibilità di una terza dose per i gruppi più fragili come gli anziani, i primi ad essere vaccinati e la cui protezione nei mesi invernali potrebbe risultare inferiore al 50%.

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J&J: serve richiamo

Johnson & Johnson ha dichiarato stamani che la dose di richiamo del suo vaccino contro il Covid-19 ha generato una promettente risposta immunitaria negli studi clinici effettuati su pazienti di età compresa tra i 18 e i 55 anni.  La società ha dichiarato mercoledì che i destinatari di J&J che hanno ricevuto una dose di richiamo del vaccino hanno generato anticorpi anti-virus "nove volte superiori" rispetto a quelli osservati quattro settimane dopo una singola dose.

La risposta immunitaria, secondo l'azienda, giustifica un richiamo del vaccino a 8 mesi dalla prima dose.  La Johnson & Johnson non ha chiarito quanto la dose di richiamo incida sulla variante delta del coronavirus, tuttavia ha spiegato che sta lavorando con la Food and Drug Administration per avere il via libera alla seconda dose del suo vaccino.

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