Patrick Zaki, ricercatore attivista, dovrà tornare in tribunale il primo febbraio. È accusato di "diffusione di notizie false" in Egitto e all’estero attraverso l’ormai celebre articolo del 2019 sulle discriminazioni dei cristiani copti. Rischia fino a cinque anni di carcere. Non è chiaro se, in caso di condanna, gli possano essere abbonati i quasi due anni di custodia cautelare che ha già trascorso in cella. E, soprattutto, non è prevedibile quanto a lungo il processo potrebbe durare. L’opinione pubblica italiana e internazionale sogna un’assoluzione.