di Massimiliano Saggese PIEVE EMANUELE (Milano) Il lavoro miete altre sei vittime in un solo giorno. Due nel milanese, una nel pisano, una nella cintura torinese, una a Capaci, in provincia di Palermo e un’altra ancora nel padovano. Una scia di dolore che comincia a Pieve Emanuele, hinterland milanese, dove due operai sono morti in un deposito di azoto liquido del campus universitario dell’ospedale Humanitas di via Levi Montalcini. Tutto succede in un locale seminterrato, della palazzina che ospita i laboratori. Le vittime sono Jagdeep Singh, 42enne di origini indiane, ed Emanuele Zanin, 46enne di Brescia, entrambi residenti nella medesima provincia. Lavoravano per la Autotrasporti Pe di Pisogne (Brescia). L’azienda, specializzata in trasporti criogenici e dotata di certificazioni specifiche,...

di Massimiliano Saggese

PIEVE EMANUELE (Milano)

Il lavoro miete altre sei vittime in un solo giorno. Due nel milanese, una nel pisano, una nella cintura torinese, una a Capaci, in provincia di Palermo e un’altra ancora nel padovano. Una scia di dolore che comincia a Pieve Emanuele, hinterland milanese, dove due operai sono morti in un deposito di azoto liquido del campus universitario dell’ospedale Humanitas di via Levi Montalcini. Tutto succede in un locale seminterrato, della palazzina che ospita i laboratori. Le vittime sono Jagdeep Singh, 42enne di origini indiane, ed Emanuele Zanin, 46enne di Brescia, entrambi residenti nella medesima provincia. Lavoravano per la Autotrasporti Pe di Pisogne (Brescia). L’azienda, specializzata in trasporti criogenici e dotata di certificazioni specifiche, è proprietaria della motrice che aveva trasportato con personale specializzato la cisterna contenente azoto liquido di un’altra società, il colosso brianzolo Sol Group, che ha in appalto il rifornimento di azoto liquido per alimentare l’impianto antincendio e la manutenzione dell’ateneo di Humanitas.

A lanciare l’sos sarebbe stato un dipendente della ditta, presente tutti i giorni per le emergenze. L’uomo è corso sul posto, ha notato i due lavoratori immobili sulla rampa di scale che porta all’uscita del magazzino sotterraneo e ha immediatamente chiesto aiuto. Troppo tardi. L’ambulanza, l’elisoccorso del 118 di Milano e la polizia locale di Pieve Emanuele si sono dovuti fermare sulla soglia del seminterrato: a entrarci, i vigili del fuoco, con le dovute protezioni. I due operai sarebbero morti dopo essere stati investiti dal gas, inodore e capace di asfissiare. Alla polizia locale e ai carabinieri risulta che le vittime "mentre stavano ricaricando una cisterna di azoto liquido, usato nei laboratori dell’università e per alimentare l’impianto antincendio, per cause tuttora in corso di accertamento siano stati investiti da una perdita di gas" che non ha lasciato loro scampo. L’azoto liquido raggiunge i 200 gradi sotto zero. Da qui, anche i segni di congelamento rilevati dai sanitari.

All’accertamento delle cause dell’incidente sul lavoro sta lavorando la squadra ad hoc della procura di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. L’ipotesi di reato è omicidio colposo a carico di ignoti. Il personale dell’Ats di Milano, insieme ai militari, sta procedendo a ricostruire la dinamica dell’evento e "a verificare la corretta applicazione delle misure antinfortunistiche".

Gli operai avrebbero dovuto solo attaccare al bocchettone delle cisterne del deposito di azoto liquido il tubo che proveniva dalla cisterna; operazioni fatte dal comando a distanza, ma qualcosa – evidentemente – non ha funzionato. "Humanitas esprime profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle due vittime del grave incidente di stamane – spiegano dalla direzione –. L’incidente è avvenuto durante il rifornimento dell’impianto della società specializzata nella fornitura di gas azoto per attività di ricerca. Humanitas si è messa immediatamente a disposizione delle autorità per contribuire a chiarire la dinamica di quanto accaduto".

Ma il dramma non si esaurisce qui: il tributo di vite continua in Toscana, Piemonte, Veneto e Sicilia. A Pontesserchio (Pisa) Massimiliano Malfatti, 54 anni di Viareggio, è rimasto travolto sotto la trebbiatrice che stava manovrando in un campo. A Nichelino, nella prima cintura torinese, il titolare di un’officina meccanica, Leonardo Perna di 72 anni, è caduto da un’impalcatura nella struttura via XXV Aprile, sbattendo la testa violentemente al suolo. Stesso copione a Loreggia, (Padova), dove Valerio Bottero, un operaio di 52 anni che lavorava nella ditta Lavor Metal, è caduto da un’impalcatura alta cinque metri ed è morto sul colpo. Aveva invece finito le operazioni di carico e scarico della merce a Capaci, nel Palermitano, Giuseppe Costantino, 52 anni. È andato dietro il camion per alcune verifiche, ma il mezzo si è messo in movimento e lo ha travolto. Uccidendolo.