Giovedì 18 Luglio 2024

Droni per uso bellico sequestrati nel porto di Gioia Tauro: erano diretti in Libia

Traffico internazionale di armi, i container, provenienti dalla Cina, avrebbero dovuto ospitare componenti per l'assemblaggio di generatori eolici di energia elettrica

Sequestrati dalla finanza due droni per uso bellico nascosti in container partiti dalla Cina e diretti in Libia

Sequestrati dalla finanza due droni per uso bellico nascosti in container partiti dalla Cina e diretti in Libia

Gioia Tauro, 2 luglio 2024 – Due droni per uso bellico destinati alla Libia sono stati sequestrati nel porto di Gioia Tauro dai finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con l'Ufficio delle Dogane. Le componenti per l'assemblaggio dei due droni sono state individuate, grazie allo scanner utilizzato dall'Agenzia delle Dogane e Monopoli, dopo il riscontro di alcune anomalie nella documentazione doganale che le accompagnava. I container provenienti dalla Cina avrebbero dovuto ospitare componenti per l'assemblaggio di generatori eolici di energia elettrica. 

Dopo aver effettuato la scansione radiogena,i successivi approfondimenti degli investigatori della Guardia di Finanza hanno consentito di accertare che, pur avendo caratteristiche simili a componenti di turbine eoliche (Wind Power Equipment Accessories), i beni trasportati presentavano elementi e particolari, tali da far ritenere che potessero essere fusoliere ed ali di apparecchi idonei al volo come droni ad uso bellico.

Tali componenti erano nascosti tra alcuni carichi di copertura in materiale composito replicanti pale eoliche, con lo scopo di dissimulare i controlli posti in essere. I velivoli a guida autonoma (UAV) assemblati hanno una stazza pari a oltre 3 tonnellate per una lunghezza di oltre 10 metri ed una apertura alare di circa 20 metri. La magistratura ha disposto il sequestro del materiale in relazione all'ipotesi di traffico internazionale di armi verso un Paese, come la Libia, soggetto ad embargo sulla base delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU e regolamenti nazionali e comunitari. L'operazione che ha portato al sequestro è stata coordinata dalla Procura di Palmi.