Lo sballo inizia da giovanissimi
Lo sballo inizia da giovanissimi

Milano, 12 gennaio 2020 - "Ricordo un caso disperato, un 16enne di Varese, che la mattina prima di andare a scuola fumava canne, il pomeriggio beveva, poi passava alla cocaina, la sera per uscire all’ecstasy e di notte, per andare con la sua ragazza, al viagra". Sì, di già."«Un altro giocava alla playstation da mattina a sera, i suoi genitori lo volevano lasciare da noi per ’ritirarlo’ la sera". Eh no, così non funziona, non avevano capito. Per battere la droga occorrono un percorso condiviso, terapia ambulatoriale, forse un periodo in comunità, controlli delle urine. Insomma, bisogna ricominciare tutto da capo.

Dominik Mueller, svizzero, da 15 anni in Italia, è il presidente di Aise, onlus che da 40 anni gestisce in Lombardia residenze e ambulatori come ‘Montevideo 19’ a Milano, per adulti e minori con problemi di dipendenza e psicosociali. Assieme a 40 tra organizzatori, educatori, neuropsichiatri ha seguito, tra gli altri, tossicodipendenti che si sono salvati ma anche "indimenticabili ragazzi e ragazze che non ce l’hanno fatta". Casi che restano dentro per sempre.

Dottor Mueller, cosa è diverso oggi rispetto a ieri?
"Non c’è più una sostanza di predilezione. Prima c’erano eroinomani, cocainomani, oggi molti si improvvisano farmacisti, che assumono qualunque sostanza, un mix di tutto quello che capita: canne, droghe tradizionali, perfino viagra e, appunto, anche codeina negli sciroppi per la tosse, rohypnol, xanax, ketamina, psicofarmaci".

È quest’ultima la caratteristica degli ultimi... quanti anni?
"Direi 5 anni. Pur senza idealizzare il passato, però la differenza è che negli anni Ottanta si tendeva a consumare droghe in occasioni speciali, al party, al concerto e per stare meglio. L’effetto era ugualmente drammatico ma adesso tanti adolescenti si sballano ancora più tristemente con i farmaci. Alcuni li prendono dagli armadi dei genitori, altri li ordinano su internet o se li procurano in Paesi come la Svizzera. Altri imitano i rapper americani che ’cantano’ il mix tra codeina degli sciroppi e bibite gazzose. Tutti, in ogni caso, lo fanno per non stare male e la provenienza sociale non mette mai al riparo".

La droga è democratica?
"Colpisce in contesti sociali disagiati come agiati, istruiti come problematici. A Milano la malavita adesso vende perfino le mini-dosi di cocaina da 5 euro davanti alle scuole, sperando che chi sperimenta poi diventi consumatore assiduo. Ma la cosa più grave è un’altra".

Quale?
"Ci si sballa a ogni ora, addirittura prima di andare a scuola. E se succede, vuol dire che la situazione è già grave. Vedo ragazzini che a 12 anni hanno perso il controllo, non sono più in grado di concentrarsi, di controllare la rabbia, di reggere lo stress".

La cannabis danneggia i giovani?
"Il 10 per cento dei ragazzi che ha solo fumato canne, a 18 anni è in uno stato psichiatrico compromesso. Tra chi consuma erba tutti i giorni uno su tre diventa tossicodipendente".

E i genitori?
"La frase che sento tutti i giorni è: ‘Ma è solo canapa’. Molti genitori con i figli tra 10 e 20 anni erano giovani negli anni Ottanta, altri tempi, come dicevamo prima. Però adesso si tende a sottovalutare troppo il problema, magari gli stessi adulti si vantano di fumarla, non si rendono conto che è modificata rispetto alla sostanza naturale e ha effetti già da droga vera, soprattutto sugli adolescenti".