Cocaina (Ansa)
Cocaina (Ansa)

Roma, 30 aprile 2019 - Studenti, chef, medici, autisti, avvocati, imprenditori: sono solo alcune delle categorie più in voga che si sono rivolte ai SerD negli ultimi anni. Il livello d’istruzione del tossico italiano tipo, però, è medio-basso, a parte alcune città come Bologna in cui l’identikit si assesta nel 40enne ben inserito nella società. Le motivazioni che spingono verso le droghe? Stress e ribellione. Nel nostro Paese non esiste una rilevazione collettiva su professione e istruzione di chi consuma droga, per questo le informazioni incrociate arrivano solo dagli esperti dei centri di recupero. Sono 4 milioni gli italiani che hanno utilizzato almeno una sostanza stupefacente illegale e, di questi, mezzo milione ne fa un uso frequente. L’Istat ha stimato 6,2 milioni di utilizzatori di cannabis, un milione quelli che usano cocaina, 285mila gli eroinomani e 590mila i drogati ‘chimici’ di ecstasy, Lsd, amfetamine. Da 27.718 del 2015 a 38.613 del 2017, +39%. È l’aumento dell’uso di droga fra i minori: quadruplicato il consumo, che è raddoppiato per gli adulti. Dal 2016 sono aumentati i decessi correlati alla droga, soprattutto per eroina. Il primo contatto con le sostanze per 1 ragazzo su 2 è avvenuto entro i 14 anni.

La spesa per il consumo di stupefacenti in Italia ammonta a 14,4 miliardi di euro (il 40% per cocaina, il 28% per la cannabis e il 16% eroina). Le attività economiche connesse al mercato delle sostanze psicoattive illegali rappresentano il 75% del business e pesano per lo 0,9% sul Pil. Solo considerando la fascia di età 15-64 anni, il 22% ha fatto (e probabilmente lo fa tutt’ora) uso di stupefacenti. La cannabis rimane la sostanza psicoattiva più ricercata e consumata da giovani (oltre un quarto degli studenti delle superiori ne ha fatto uso), ma anche dagli adulti. L’uso, lo spaccio e il traffico di cannabis sono in aumento, e aumenta contestualmente il principio attivo della sostanza. La crescita è dimostrata dall’aumento dei blitz anti droga: il numero delle operazioni è salito dell’8%, con un incremento delle sostanze sequestrate (+60%). Il 95% dei sequestri ha riguardato cannabinoidi, il 4% cocaina. I condannati in via definitiva nel 2017 per crimini droga-correlati sono maschi (94%) e italiani (56%). La classe di età più rappresentata è quella dei 25-34enni (35%), seguita dai 35-54enni (31%) e dai 18-24enni (28%). I minori rappresentano il 2% del totale: per la quasi totalità sono maschi (99%) e per il 45% sono stranieri.

I giovani. L’Italia è il terzo Paese in Europa dove si consuma più cannabis: il 33,1% l’ha usata ameno una volta nella vita, una percentuale inferiore solo a Francia (41,4%) e Danimarca (38,4%). Nel 2017 il 34,2% degli studenti ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nella vita, mentre il 26% nell’ultimo anno (670mila ragazzi). Il 33,6% degli studenti (870mila) ha utilizzato cannabis almeno una volta nella vita. Sono 360mila (13,9%) gli studenti che hanno utilizzato almeno una volta nella vita una o più delle nuove sostanze psicoattive (cannabinoidi sintetici, oppiodi sintetici). Gli studenti che hanno sperimentato la cocaina almeno una volta sono 88mila (3,4%). Per un ragazzo che comincia a fumare cannabis dai 13 ai 15 anni, il rischio di sviluppare una tossicodipendenza entro i 28 anni è del 68%. Rischio che scende a 44% per i giovani che iniziano dai 15 ai 17 anni.

Nel tunnel. Quelle vite da salvare - di Gabriele Canè