Roma, 23 settembre 2021 - È un Mario Draghi a 360 gradi quello che interviene all'assemblea di Confindustria. A cominciare dalla pandemia, su cui il premier diffonde cauto ottimismo.  "Se riusciremo a tenere sotto controllo la curva del contagio - dice -, potremo allentare ulteriormente le restrizioni che sono ancora in vigore - ad esempio nei luoghi di lavoro, nei cinema, nei teatri, negli stadi e negli altri spazi di sport e cultura". L'Italia - spiega - conta di raggiungere entro fine settembre il target dell'80% della popolazione vaccinabile. Un obiettivo che, se centrato, non potrà che contribuire alle riaperture. il presidente del Consiglio è stato accolto da un lungo applauso da parte degli industriali. Secondo Carlo Bonomi, numero uno di viale dell'Astronomia, il premier è "un uomo della necessità" come "prima di lui, De Gasperi". Una distinzione netta dalla definizione di 'uomo della provvidenza'. "L'Italia ne ha sperimentato uno - chiosa Bonomi -, e diede vita a un regime ventennale di oppressione autocratica e razzista, conducendo l'Italia alle macerie della guerra. Può e deve bastare, mai più".

"Non aumenteremo le tasse"

Draghi lancia un messaggio chiaro agli italiani: "Voglio riaffermare, penso sia importante, che il governo da parte sua non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono". Parole che incassano il plauso di Salvini che non manca di tirare una frecciata ai colleghi di maggioranza: "Draghi che all'assemblea di Confindustria dice di NO a nuove tasse, dall'aumento dell'IMU alla patrimoniale, dà ragione alla Lega e boccia seccamente la voglia di tasse di PD e 5Stelle", le parole del leader del Carroccio.

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Il presidente del Consiglio si allinea poi a Bonomi, che accosta la fase attuale al dopoguerra. "È quando l'intero quadro di riferimento politico, economico e sociale cambia che più occorre essere uniti per non aggiungere incertezza interna a quella esterna. Le buone relazioni industriali sono il pilastro di questa unità produttiva", dice il premier che sottolinea "l'apparente somiglianza tra la situazione di oggi" e quella post-bellica, visto che in entrambi i casi "c'è stata una catastrofe e oggi come allora c'è una forte ripresa, come allora con dei tassi che abbiamo visto in Italia negli anni '60 e negli anni '50".

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