Il saluto tra il nostro premier Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron
Il saluto tra il nostro premier Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron
di Giampaolo Pioli Nessuno a Carbis Bay ha ottenuto tutto quello che voleva. Ma dal summit del G7 tutti se ne sono andati soddisfatti perché è stato un vertice "insolitamente concreto", sebbene di compromesso. Joe Biden può dire che "l’America è tornata al tavolo", che la negativa e imprevedibile stagione di Trump è alle spalle e gli Usa sono tornati credibili con gli alleati. Boris Johnson conferma che c’è piena intesa fra i grandi sul "Build Back Better World", un piano d’investimenti internazionale (alternativo alla Via della seta cinese) per ricostruire un mondo più equo. I leader europei, che rivedranno Biden oggi a Bruxelles per il summit della Nato, pur accettando di indicare per la prima volta la Cina come "rivale" nel documento...

di Giampaolo Pioli

Nessuno a Carbis Bay ha ottenuto tutto quello che voleva. Ma dal summit del G7 tutti se ne sono andati soddisfatti perché è stato un vertice "insolitamente concreto", sebbene di compromesso. Joe Biden può dire che "l’America è tornata al tavolo", che la negativa e imprevedibile stagione di Trump è alle spalle e gli Usa sono tornati credibili con gli alleati. Boris Johnson conferma che c’è piena intesa fra i grandi sul "Build Back Better World", un piano d’investimenti internazionale (alternativo alla Via della seta cinese) per ricostruire un mondo più equo.

I leader europei, che rivedranno Biden oggi a Bruxelles per il summit della Nato, pur accettando di indicare per la prima volta la Cina come "rivale" nel documento finale, parlano di cooperazione e concorrenza e sono riusciti ad attenuare i toni molto duri che gli Usa pretendevano, per condannare nettamente il regime di Xi soprattutto per lo Xinjang e Hong Kong, nel tentativo di proporsi come l’unica alternativa alla sua Via della seta.

"Non si è imboccata una strada particolarmente dura verso Pechino – ha commentato Draghi – perché con loro dobbiamo cooperare. Dobbiamo farlo in vista del G20, della lotta ai cambiamenti climatici e della ricostruzione del mondo dopo la pandemia. Ma lo faremo in maniera franca, dicendo qual è la nostra visione del mondo". Il premier italiano ha però dato un segnale netto, annunciando che "esaminerà con attenzione" il memorandum sulla Via della Seta firmato tra Roma e Pechino nel marzo 2019 dal governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte (sponsor dell’operazione era Luigi Di Maio). Dunque, un deciso cambio di rotta. Del resto, da Carbis Bay i grandi della Terra hanno lanciato un piano per le infrastrutture per i Paesi a medio e basso reddito che proprio alla Via della Seta si contrappone.

In questa direzione va anche la richiesta di una "tempestiva e trasparente indagine sull’origine del Covid" che Pechino non gradisce, anche se Johnson ha anticipato che "è convinzione degli scienziati inglesi che il virus non abbia preso origine all’interno dei laboratori di Wuhan". L’impegno del G7 a mettere a disposizione un miliardo di dosi e completare la vaccinazione del mondo entro il 2022 è stato anche questo frutto di una lunga e produttiva mediazione, durante la quale è stato concordato anche di realizzare al più presto un global pandemic radar col mandato di prevenire future pandemie catastrofiche.

I membri del G7 hanno voluto accelerare anche sulla minimum tax globale del 15%, che dovrà essere messa a punto a luglio dai ministri delle finanze e delle banche centrali per essere presentata al G20 di fine ottobre a Roma. Il documento finale chiede, tra l’altro, la completa denuclearizzazione della Corea del Nord. Ma un grande capitolo viene riservato, oltre a clima e ambiente, alla risposta da dare ai crimini cibernetici e ai pirati che chiedono riscatti bloccando i sistemi digitali di governi e delle grandi corporation. La Ue ne parlerà con Biden, che affronterà la situazione con Putin mercoledì, considerando intollerabile che questo avvenga. Putin, soddisfatto, ha risposto positivamente, a patto che gli americani blocchi gli hacker che operano contro il Cremlino. "Se quello che Putin ha detto è vero - ha replicato Biden –, questa è una buona notizia prima che il nostro summit inizi: abbiamo molte cose di cui discutere. Non cerco un conflitto né con la Russia né con la Cina, ma voglio lavorare su terreni di interesse comune". Pechino, che sente avvicinarsi la possibilità di un isolamento e di una sfida commerciale e industriale molto agguerrita, liquida così i risultati del G7 in Cornovaglia: "I giorni in cui le decisioni globali erano dettate da un piccolo gruppo di potenze sono finiti da un pezzo".