4 mar 2022

Draghi, prova di forza coi partiti. Sfiorata la crisi di governo

Il premier non accetta mediazioni sul catasto e la maggioranza si spacca. Esecutivo salvo per un voto

antonella coppari
Cronaca
Il presidente del consiglio, Mario Draghi, 74 anni, è ai ferri corti con Lega e Forza Italia
Il presidente del consiglio, Mario Draghi, 74 anni, è ai ferri corti con Lega e Forza Italia
Il presidente del consiglio, Mario Draghi, 74 anni, è ai ferri corti con Lega e Forza Italia

di Antonella Coppari Crisi sfiorata. L’emendamento della Lega che mirava a sopprimere la riforma del catasto, articolo 6 della delega fiscale, è stato respinto in commissione finanze della Camera 23 a 22, con un voto di scarto: quello di Alessandro Colucci (Noi con l’Italia). Dunque, grazie a una defezione in un centrodestra altrimenti compatto. Senza lo spostamento deciso dal leader, Maurizio Lupi, il governo si sarebbe dimesso. Questo, almeno. aveva annunciato mercoledì la sottosegretaria al Mef Cecilia Guerra su mandato di Draghi. Che ha cercato e vinto la prova di forza con la sua maggioranza. Per il futuro si vedrà: il centrodestra punta a ripresentare la modifica in aula, e chiede a Palazzo Chigi di non mettere la fiducia. Il premier ha tentato di salvare la situazione telefonando a Berlusconi: si è sentito rispondere che il taglio delle tasse per Forza Italia è un elemento iscritto nel Dna azzurro troppo qualificante per poter essere sacrificato, malgrado il rischio di una crisi di governo nel momento forse più drammatico dalla fine della seconda guerra mondiale. Quando il l’ex presidente Bce, che ha preso male il diniego, ha giocato l’ultima carta, il tentativo di trovare una mediazione su un testo riformulato da Forza Italia assieme alla Lega proseguiva da ore, era passato per diverse incontri anche a Palazzo Chigi nonché per un vertice di maggioranza in Parlamento. "La vera sede di confronto", come ha sottolineato il presidente della commissione, Luigi Marattin (Iv), interrompendo un bilaterale tra gli azzurri e gli emissari di Draghi nella sede del governo. La quadratura del cerchio consisteva nell’assicurazione che i nuovi estimi catastali non si sarebbero tradotti in modifiche del carico fiscale. Messa così, lo stesso Salvini, che pure in mattinata aveva insistito per lo stralcio, si sarebbe spostato. In ogni caso, con il voto a favore del ...

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