di Alessandro Farruggia L’Italia riparte. Vince la linea Draghi: quella della riapertura ragionata, basata su dati scientifici, strutturalmente flessibile ma tendenzialmente irreversibile a patto che il Paese rispetti le prescrizioni. Il premier fiuta l’aria del Paese e scommette sul binomio riaperturacrescita. Una linea basata sul "rischio ragionato", resa anche possibile dall’andamento della campagna vaccinale, che farà ripartire il Paese innescando un crescita economica, l’arma per uscire dal debito record nel quale ci ha precipitato questa pandemia. "Penso che si possa guardare al futuro con prudente ottimismo e fiducia, con la decisione di oggi il Governo – dice il premier – ha preso un rischio ragionato fondato sui dati in miglioramento e che si basa su una premessa: che le norme siano osservate scrupolosamente". Tornano dal 26 aprile le...

di Alessandro Farruggia

L’Italia riparte. Vince la linea Draghi: quella della riapertura ragionata, basata su dati scientifici, strutturalmente flessibile ma tendenzialmente irreversibile a patto che il Paese rispetti le prescrizioni. Il premier fiuta l’aria del Paese e scommette sul binomio riaperturacrescita. Una linea basata sul "rischio ragionato", resa anche possibile dall’andamento della campagna vaccinale, che farà ripartire il Paese innescando un crescita economica, l’arma per uscire dal debito record nel quale ci ha precipitato questa pandemia. "Penso che si possa guardare al futuro con prudente ottimismo e fiducia, con la decisione di oggi il Governo – dice il premier – ha preso un rischio ragionato fondato sui dati in miglioramento e che si basa su una premessa: che le norme siano osservate scrupolosamente".

Tornano dal 26 aprile le zone gialle e "si dà precedenza alle riaperture delle attività all’aperto, compresa la ristorazione a pranzo e a cena, e le scuole di ogni ordine e grado che riapriranno in presenza" quasi ovunque. Riaprono musei, teatri e cinema. Lo sport, anche se in parte. Via libera anche allo spostamento tra regioni con lo stesso colore e, con l’introduzione di un pass per vaccinati, ’tamponati’ e guariti, anche tra quelle di diverso colore. Le riaperture, sottolinea Draghi "sono una opportunità straordinaria per l’economia e la nostra vita sociale". "Nei prossimi mesi – dice con l’autorevolezza dell’ex govertore della Bce – avremo un forte rimbalzo, per poi attestarci su di un livello di crescita che ci permetterà di uscire dall’alto rapporto debitoPIL". E Il premier parla anche all’Europa, ricordando che "il rapporto debitoPIL giudicato con gli occhi di ieri sarebbe preoccupante ma gli occhi di oggi sono molto diversi e nessuno nelle conversazioni fatte ha posto il ritorno alle regole come erano".

Almeno questo è l’auspicio. La sua è una scommessa sul "debito buono". Scommettiamo su una crescita che ci consenta di assorbire il debito. Corroborata dai fondi del Recovery Plan e da forti investimenti in opere pubbliche, come la nomina di 29 commissari – decisa ieri – per velocizzare 57 grandi infrastrutture. E lo spread stabile sui 100 punti base sembra testimoniare che i mercati ci credono.

Per arrivare a questa linea nella cabina di regia ci sono state discussioni. Con l’asse GiorgettiGelmini a premere con forza sulle riaperture e Speranza e Patuanelli attestati a frenare sulla linea del rigore. Speranza avrebbe voluto le riapertura non dal 26 ma dal 3 maggio, voleva la riapertura di piscine e spiagge solo da giugno e ha resistito sulla riapertura dei ristoranti la sera. Ma Franceschini, non ha supportato la trincea SperanzaPatuanelli. E Draghi la lasciato sfogare le due campane e ha proposto la sua linea. Che è parsa ragionevole a tutti, ed è passata.

"Ci sono state differenze di vedute sui singoli aspetti – ha poi tagliato corto Draghi – ma sono contento che siamo riusciti a trovare una decisione che contempli i vari punti di vista. La decisione è stata presa all’unanimità, non a maggioranza". E Draghi, pur se gli ha dato qualche dispiacere sulle aperture, ha voluto anche mettere una pietra sopra all’offensiva della Lega contro Speranza, che in conferenza stampa era alla sua destra. "Ringrazio il ministro Speranza – ha detto – per tutto il lavoro che precede questa decisione e che l’ha permessa. Credo che le critiche al ministro Speranza dovevano trovare pace fin dall’inizio, non erano né fondate né giustificate. Ho già detto che lo stimo e l’ho voluto io nel Governo". Fine della questione.

In attesa del 26, Speranza, sulla base dei dati della cabina di regia di ieri, ha stilato l’ordinanza, che andrà in vigore a partire da lunedì e porterà in area arancione la regione Campania. In zona rossa rimangono invece Puglia, Val d’Aosta e Sardegna. Ma oggi sono ben 16 le Regioni che hanno numeri da giallo, e che quindi possono ambire, se tutto va bene nella prossima settimana, alla zona gialla ’rinforzata’ a partire dal 26 aprile: sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Toscana, Umbria e Veneto. E da lì che l’Italia inizierà a ripartire, in cerca di crescita e futuro, dopo una lunga notte.