Roma, 14 maggio 2021 - "Un'Italia senza figli è un'Italia che non crede e non progetta. E' un'Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire. Il governo si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne". Mario Draghi interviene assieme a Papa Francesco agli Stati generali della natalità e assicura l'impegno del governo a sostegno dei giovani, delle donne e delle famiglie, a partire dall'estensione per tutti dell'assegno unico, una misura che Draghi definisce "epocale" e che, promette il premier, sarà rinnovata anche nei prossimi anni.

Il premier sottolinea innanzittutto la necessità di intervenire sul "preoccupante e perdurante declino di natalità" che, ricorda, esisteva "già prima della crisi sanitaria" da Coronavirus, ma "nell'anno della pandemia si è ulteriormente accentuato". Numeri alla mano, "nel 2020 sono nati solo 404.000 bambini - evidenzia Draghi -. È il numero più basso dall'Unità d'Italia e quasi il 30 per cento in meno rispetto a dieci anni fa. Sempre nel 2020, la differenza tra nascite e morti ha toccato un record negativo: 340.000 persone in meno. Oggi metà degli italiani ha almeno 47 anni - l'età mediana più alta d'Europa".

"La consapevolezza dell'importanza di avere figli - dichiara il presidente del Consiglio - è un prodotto del miglioramento della condizione della donna, e non antitetico alla sua emancipazione." E "lo Stato deve dunque accompagnare questa nuova consapevolezza. Continuare ad investire sul miglioramento delle condizioni femminili. E mettere la società - donne e uomini - in grado di avere figli". A tal proposito il premier rassicura sull'assegno unico: "Si può star tranquilli - ha detto - anche per gli anni a venire l'assegno unico è una di quelle trasformazioni epocali su cui non ci si ripensa l'anno dopo".

"Il Governo si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne - conclude Draghi -. Al sostegno economico diretto delle famiglie con figli è dedicato l'assegno unico universale. Dal luglio di quest'anno la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. Nel 2022 la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell'immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti. Le risorse complessivamente a bilancio ammontano ad oltre 21 miliardi di euro, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti di sostegno per le famiglie". 

Papa Francesco e Mario Draghi

Una misura condivisa da Papa Francesco: "Finalmente in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce - dichiara il santo Padre -. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l'avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte". 

"Penso con tristezza - aggiunge il Papa -, alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Com'è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere. I figli sono la speranza che fa rinascere un popolo!". "Ci dev'essere il coraggio di scegliere che cosa viene prima - conclude Papa Francesco -, perchè lì si legherà il cuore. Il coraggio di scegliere la vita è creativo, perchè non accumula o moltiplica quello che già esiste, ma si apre alla novità: ogni vita umana è la vera novità, che non conosce un prima e un dopo nella storia. Noi tutti abbiamo ricevuto questo dono irripetibile e i talenti che abbiamo servono a tramandare, di generazione in generazione, il primo dono di Dio, il dono della vita". 

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