30 gen 2022

Draghi è più forte, niente rimpasto Ma c’è la mina legge elettorale

La prima grana viene dalla Lega: Salvini e Giorgetti chiedono un incontro sull’azione di governo

antonella coppari
Cronaca
Il premier Mario Draghi, 74 anni, ieri all’ingresso della sua abitazione
Il premier Mario Draghi, 74 anni, ieri all’ingresso della sua abitazione
Il premier Mario Draghi, 74 anni, ieri all’ingresso della sua abitazione

di Antonella Coppari Ma il governo Draghi esce dal rodeo del Colle più forte o più debole? Dopo il terremoto, può affrontare con maggiore o minore agio le sfide che lo attendono? In realtà ci sono elementi a favore di entrambe le opzioni: la conclusione è un punto a vantaggio del premier che non era affatto scontato. È evidente che l’elezione di un nuovo capo dello Stato dopo il "no" opposto da molti partiti alla sua – mai esplicitata – candidatura lo avrebbe azzoppato tanto da costringerlo probabilmente a gettare presto la spugna. Solo la conferma del Presidente uscente poteva salvare la situazione e anzi rinsaldare le posizioni di Super Mario perché Mattarella (nelle cui mani rassegnerà le dimissioni di cortesia) è ora nel pieno delle sue funzioni e, rispetto al semestre bianco, la potenza della sua moral suasion è infinitamente accresciuta dalla processione supplice che ieri lo ha implorato di restare al suo posto ed è lo stesso Mattarella che ha voluto e vuole che Draghi guidi il paese in questa fase. Secondo punto messo a segno dal "partito del premier" è che all’ombra delle votazioni per il Colle si sono consumati in tutte le forze politiche scontri più o meno espliciti e più o meno feroci che ne hanno ridisegnato gli equilibri di potere interni. Ovunque a uscirne vincenti sono stati i draghiani convinti. Quando ieri il ministro dello sviluppo Giorgetti ha ventilato l’ipotesi di dimissioni (che avrebbero terremotato l’esecutivo) aveva nel mirino, come ha ammesso a botta calda, il suo partito, accusato di non valorizzare abbastanza i risultati del governo e della delegazione leghista al suo interno. Ricuciti rapidamente i rapporti con Salvini, perché si sa che per Matteo la disciplina di partito è una cosa seria, il ministro ha derubricato la polemica a generiche pressioni con ...

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