Roma, 1 dicembre 2020 - Il governo conferma la linea del rigore nel vertice con le Regioni, i Comuni e le province convocato dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia in vista del nuovo Dpcm, che entrerà in vigore il 3 dicembre e durerà almeno fino a dopo l'Epifania. L'esecutivo va infatti verso la conferma delle restrizioni già trapelate in questi giorni: coprifuoco alle 22bar e ristoranti chiusi alle 18 anche nelle regioni gialle, no agli spostamenti tra le regioni e chiusura degli impianti sciistici.

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Le misure restrittive degli spostamenti per il Natale potrebbero essere in vigore dal 21 dicembre al 6 gennaio. Proprio dal 21 dicembre filtra lo stop agli spostamenti tra le Regioni per raggiungere le seconde case. Il sistema a zone con tre colori resta in vigore, la validità potrebbe durare almeno fino al 10 gennaio, ma c'è "un confronto in corso sulla ponderazione degli indicatori", ha spiegato il ministro Speranza. Dai dati emerge che è "possibile che tutto il Paese nelle prossime settimane arrivi in zona gialla".

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Il ministro della Salute Roberto Speranza detta la road map: "Mercoledì ci sarà il passaggio parlamentare" e poi il Dpcm sarà "firmato il 3 dicembre per andare in Gazzetta e coprire le ordinanze del ministero Salute". Quanto alle norme, Speranza ha ribadito "che non si può tornare indietro dalle misure previste", almeno "non prima della fine delle vacanze di Natale". Concetto ripreso anche da Boccia, secondo il quale "le deroghe vanno limitate il più possibile". Perché il sistema tenga, ha sottolineato il ministro, "è indispensabile non fare eccezioni". Necessario quindi, "mantenere la stretta collaborazione di questi giorni e dalla prossima settimana, con il Dpcm alle spalle che ci porterà fino a dopo l'Epifania, lavoreremo sulle questioni rimaste aperte".

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Negli incontri di giornata fra il premier Giuseppe Conteil ministro della Salute Speranza e il ministro Federico D’Incà con i capigruppo di maggioranza è emersa la possibilità che un decreto legge sul Natale potrebbe affiancare il prossimo Dpcm con le misure per contrastare il contagio da Covid. Il decreto servirebbe a dare copertura normativa alle restrizioni delle libertà personali previste per il Natale. L'ipotesi è comunque ancora al vaglio.

"Per dare un segnale", i ragazzi delle superiori potrebbero tornare in aula il prossimo 14 dicembre. È l'ipotesi su cui il premier avrebbe sondato i capigruppo. Si tratterebbe di porre fine alla didattica a distanza nelle aree gialle dalla metà del mese.

Conte: Natale giallo rafforzato

Conte alla riunione con i capigruppo sul nuovo Dpcm ha parlato di un Natale "giallo rafforzato" con l'obiettivo rt sotto 1. Per il premier il sistema di monitoraggio sta funzionando e questo ci consente un lockdown dolce, aspettandosi un Natale in giallo, con qualche regione arancione. La "priorità è evitare terza ondata per scongiurare la sovrapposizioni a distribuzione vaccini". Quindi saranno possibili per Natale regole ad hoc. Ed esclude le vacanze sulla neve: "Non possiamo permetterle, ma mettiamo ristori subito sul piatto. La stagione invernale può riprendete a febbraio e marzo. Francia e Germania dovrebbero rientrare in questa soluzione". L'Idea sarebbe chiudere gli impianti e chiudere gli alberghi vicino agli impianti. 

"Chiusure fino al 15 gennaio"

A dare qualche anticipazione è il governatore della Regione Molise Donato Toma, che a "Un giorno da pecora" su Radio1 comunica: "Dal 4 dicembre ci dovrebbe esser la chiusura delle regioni. E si potrà tornare solo nelle regioni dove si è residenti o domiciliati". Poi racconta:  "Noi abbiamo fatto una serie di proposte, tipo l'apertura degli esercizi pubblici fino alle 23 e una massiccia campagna di comunicazione che il governo dovrebbe attivare contro gli assembramenti, che sono il problema più grave. Il governo ci ha ascoltati, vediamo. Ho percepito però che il ministro Speranza era per il massimo rigore su aperture, su cene e su frequentazioni familiari". 
E alla domanda su quanto dovrebbe durare il nuovo Dpcm, risponde: "Il nuovo Dpcm dovrebbe esser dal 4 dicembre al 15 gennaio".

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​Il nodo della messa di mezzanotte

Intanto, sulla messa di Natale, la Commissione Europea ha sottolineato che "non intende proibire alcuna funzione religiosa", né avrebbe "la competenza per farlo". Al contrario, "la libertà di culto è prevista dalla Carta dei diritti fondamentali". Lo precisa all'Adnkronos il portavoce della Commissione, Stefan de Keersmaecker, a proposito delle indiscrezioni circa le raccomandazioni che l'esecutivo Ue si appresta a diffondere domani.

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