Per la vaccinazione anti Covid degli italiani in vacanza una soluzione praticabile potrebbe essere quella di somministrare i richiami solo a chi si ferma almeno tre settimane nel luogo di villeggiatura – quindi soprattutto a chi ha una seconda casa – e di privilegiare accordi tra Regioni vicine, come...

Per la vaccinazione anti Covid degli italiani in vacanza una soluzione praticabile potrebbe essere quella di somministrare i richiami solo a chi si ferma almeno tre settimane nel luogo di villeggiatura – quindi soprattutto a chi ha una seconda casa – e di privilegiare accordi tra Regioni vicine, come Liguria e Piemonte.

"Abbiamo siglato il protocollo per le vaccinazioni reciproche durante le vacanze - ricorda il presidente piemontese Alberto Cirio (foto) –, è tutto pronto e i nostri sistemi si sono già interfacciati. Serve però l’autorizzazione del generale Figliuolo: spero che arrivi, perché credo che il (settore) pubblico debba imparare sempre di più a essere flessibile e andare incontro alle esigenze delle persone".

Il commissario all’emergenza non avrebbe ancora deciso come valutare il protocollo tra le due Regioni del Nordovest, secondo quanto trapela, e come sul resto anche sui vaccini in vacanza si preferirebbe dare una direttiva nazionale. Ma accordi circoscritti geograficamente che riguardino numeri di turisti gestibili non vengono visti negativamente. Ben più complicato sarebbe metterli in pratica in zone ad altissima concentrazione di turisti, viene sottolineato.

Nel frattempo la Francia rilancia il turismo e archivia la strategia delle frontiere chiuse contro il Covid: dal 9 giugno tutti i cittadini dei paesi Ue vaccinati contro il Coronavirus –con la seconda dose somministrata da almeno 14 giorni – potranno entrare senza bisogno del tampone molecolare, come vuole la regola ancora oggi in vigore.