Se lo stop sarà breve e temporaneo – 4 giorni – perderemo 200mila dosi ma potremmo recuperare il ritardo accumulato in due settimane. Se lo stop fosse definitivo si perderebbero invece 1 milione e 60mila dosi già consegnate e circa 3.2 milioni che dovrebbero arrivare entro fine mese più 10 milioni di dosi nel...

Se lo stop sarà breve e temporaneo – 4 giorni – perderemo 200mila dosi ma potremmo recuperare il ritardo accumulato in due settimane. Se lo stop fosse definitivo si perderebbero invece 1 milione e 60mila dosi già consegnate e circa 3.2 milioni che dovrebbero arrivare entro fine mese più 10 milioni di dosi nel secondo trimestre e 24 milioni nel terzo trimestre. Ipotesi catastrofica, per la quale non c’è allo stato un vero ’piano B’, ma che rinvierebbe di mesi il raggiungimento dell’immunità di gregge.

Per ridurre il danno si potrebbe contare sull’anticipo di circa 707mila dosi di Pfizer e su una accelerazione dell’autorizzazione Ema al vaccino Sputinik V. Ma sarebbero pannicelli caldi perchè sull’altro piatto della bilancia ci sono milioni di dosi mancanti.

"Nella giornata odierna – fanno sapere fonti di Palazzo Chigi – sono stati effettuati approfondimenti da parte della struttura del commissario straordinario (in foto, il generale Figliuolo). La durata della sospensione è stimabile in 4 giorni complessivi, fino al pronunciamento dell’Ema e quindi dell’Aifa. L’impatto di tale sospensione sulla campagna può valutarsi su 200mila vaccinazioni in meno. In caso di ripresa delle somministrazioni di AstraZeneca a partire dal 18 marzo, il rallentamento potrà essere riassorbito nell’arco di un paio di settimane, anche grazie all’incremento della quantità del vaccino Pfizer stimato in 707.850 dosi".

Anche perché i dati giornalieri non sono positivi, con i morti che salgono a 502 (+148) e la pressione sugli ospedali che cresce, pur se il tasso di positività scende al 5,5% dall’8.5%.

A.Farr.