Quattro volte la dose consentita. Questa la quantità di Bromazepam che, secondo le indagini, l’imprenditore farmaceutico Antonio Di Fazio ha somministrato alla studentessa 21enne prima di violentarla.

Il Bromazepam, venduto in Italia con il nome di Lexotan, è un farmaco della famiglia di benzodiazepine utilizzato da moltissime persone per combattere ansia, insonnia, attacchi di panico. Fin qui, tutto regolare. Il problema di questo farmaco, come del resto di tutte le benzodiazepine, è che – spiegano gli esperti – la possibilità di abusare di questa sostanza è molto elevata, perché una volta cessato il suo effetto, la patologia ritorna. E così si crea il rischio di dipendenza fisica o psicologica.

Ma non è tutto. Come riportato dalle stesse aziende farmaceutiche che producono Bromazepam, il farmaco, in caso di iperdosaggio o utilizzo insieme a sostanze stupefacenti, può provocare reazioni molto pericolose, dal coma alla morte.

La studentessa 21enne è stata costretta ad assumere quattro volte la dose consentita. Gli investigatori milanesi, durante la perquisizione della casa dell’imprenditore, hanno trovato nascoste in cucina due confezioni del medicinale.

red. int.