Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
9 giu 2022

Doppio femminicidio Vicenza, il compagno di Lidia: "Per i giudici Zlatan brava persona"

Vasiljevic era stato arrestato nel 2019 per maltrattamenti in famiglia e minacce ma nel febbraio 2021 aveva finito di scontare tutte le misure cautelari. La rabbia del nuovo compagna di Lidia: "Vengano al funerale a vedere quella bara". Gli inquirenti: uccisa prima Gabriela

9 giu 2022
Una immagine di Zlatan Vasiljevic e Lidia Mijkovic tratta dal profilo Facebook dell'uomo. 
Venne arrestato il 26 marzo 2019 dai carabinieri di Altavilla Vicenza, Zlatan Vasiljevic, il cittadino bosniaco che ha ucciso oggi due donne e quindi si � tolto la vita a Vicenza. L'uomo abitava ad Altavilla Vicentina con Lidia Mijkovic, la prima delle vittime odierne. I militari avevano eseguito la misura cautelare per reiterati maltrattamenti in famiglia.
FACEBOOK ZLATAN VASILJEVIC
+++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++
Zlatan Vasiljevic e Lidia Mijkovic. Nel riquadro Gabriela Serrano (Ansa)
Una immagine di Zlatan Vasiljevic e Lidia Mijkovic tratta dal profilo Facebook dell'uomo. 
Venne arrestato il 26 marzo 2019 dai carabinieri di Altavilla Vicenza, Zlatan Vasiljevic, il cittadino bosniaco che ha ucciso oggi due donne e quindi si � tolto la vita a Vicenza. L'uomo abitava ad Altavilla Vicentina con Lidia Mijkovic, la prima delle vittime odierne. I militari avevano eseguito la misura cautelare per reiterati maltrattamenti in famiglia.
FACEBOOK ZLATAN VASILJEVIC
+++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++
Zlatan Vasiljevic e Lidia Mijkovic. Nel riquadro Gabriela Serrano (Ansa)

Vicenza, 9 giugno 2022 - Zlatan Vasiljevic, autore del doppio femminicidio di Vicenza, era stato arrestato nel 2019 per maltrattamenti in famiglie e minacce ma nel febbraio 2021 aveva finito di scontare tutte le misure cautelari, divieto di avvicinamento alla ex moglie e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. "Dopo che era uscito dalla cella, gli era stato revocato pure il divieto di avvicinamento. Per loro ormai era una brava persona", ha denunciato Daniel Mondello, il compagno di Lidia, l'ex moglie di origine serba uccisa dal 42enne bosniaco. "Vorrei che giudici e assistenti venissero al funerale di Lidia e guardassero bene quella bara", ha aggiunto in un'intervista a Repubblica.

Approfondisci:

Omicidi Vicenza: chi sono le donne vittime di femminicidio

A nulla era servito anche un corso riabilitativo che il 42enne bosniaco aveva seguito in una comunità di recupero di Bassano ( Vicenza). Un corso di sostegno per uomini violenti, che aveva rilasciato a Zlatan, dopo un percorso con psicologi e psicoanalisti, un attestato di partecipazione, e che, secondo quanto riferisce il Corriere del Veneto, gli aveva permesso di ottenere dei benefici rispetto alla pena scontata in carcere dopo l'arresto nel 2019 per i maltrattamenti all'ex moglie. Ma il carattere pericoloso di Zlatan era ben chiaro a chi aveva seguito le sue vicende giudiziarie. Nelle denunce di Lidia, l'ex moglie uccisa ieri a colpi di pistola, c'erano frasi inquietanti pronunciate da questi durante i violenti litigi in casa: "io ti uccido, ti cavo gli occhi"

Uccisa prima Gabriela

Secondo quanto emerge dalla ricostruzione degli inquirenti, ad essere uccisa per prima da Zlatan è stata Gabriela. Vasiljevic ieri ha chiamato di primo mattino l'ex compagna, con la quale aveva interrotto la relazione da alcuni mesi, l'ha spinta a raggiungerlo da Rubano (Padova) a Vicenza con la sua auto. Dopo essere salito sulla vettura l'uomo si è diretto verso il quartiere Vigogna di Vicenza e qui ha ucciso Gabriela con un solo colpo alla nuca. Con il corpo della donna nell'auto è arrivato in via Vigolo e ha atteso l'arrivo dell'ex moglie. Quando ha visto Lidia Miljkovic non ha avuto esitazioni: l'ha uccisa a colpi di pistola. Compiuta la doppia mattanza si è diretto verso la tangenziale di Vicenza e si è suicidato con la stessa pistola, detenuta illegalmente. 

La volontà di uccidere maturata da tempo

La volontà omicida di Zlatan, che dopo la denuncia della moglie era finito in carcere e recentemente aveva perso anche la sua casa di Altavilla Vicentina, messa all'asta, era stata maturata da tempo. Per gli inquirenti l'arsenale che aveva nella Mazda (oltre alla calibro 22 con cui ha ucciso la ex moglie e l'attuale compagna per poi spararsi in bocca, c'erano una piccola pistola, munizioni e una granata) doveva servire per uccidere anche i genitori e i due figli di Lidia. Non è chiaro se Gabriela fosse a conoscenza del piano per uccidere la ex. La donna, madre di due figlie di cui una minorenne, era sposata con un altro uomo violento che aveva denunciato e dal quale stava cercando di separarsi. 

Cosa scriveva l'omicida sui social

"L'uomo non è fatto per le sconfitte. Un uomo può essere distrutto, ma mai sconfitto". E' con citazioni come queste - seppur colte, da Ernest Hemingway - che il bosniaco sfogava sui social la propria rabbia. Frasi allusive, spie della pericolosa personalità - "spesso un uomo soffre per alcuni anni, si calma, sopporta le punizioni più crudeli, e poi si abbatte su piccole cose, su qualche sciocchezza, quasi per niente", da Dostoevskij - scritte dal killer - riferisce il Gazzettino - sul proprio profilo Facebook nell'estate 2021. 

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?