di Ettore Maria Colombo Un incubo. Che di solito dura mesi, se non anni. Perché se un abusivo occupa la tua casa, rientrarne in possesso diventa un’impresa. Vietato cambiare la serratura del portone, ingiuriarlo e tanto meno costringerlo fisicamente ad uscire dall’appartamento, sia che questi si tratti di un ex inquilino ormai barricatosi in casa o di un senzatetto che ha approfittato della tua assenza per forzare l’ingresso. Insomma, l’unica cosa che puoi fare è ricorrere al vecchio tribunale, coi suoi costi, tempi e inefficienze. E, nel frattempo, trovare un altro posto dove andare a dormire, come ha fatto peraltro il signor Ennio...

di Ettore Maria Colombo

Un incubo. Che di solito dura mesi, se non anni. Perché se un abusivo occupa la tua casa, rientrarne in possesso diventa un’impresa. Vietato cambiare la serratura del portone, ingiuriarlo e tanto meno costringerlo fisicamente ad uscire dall’appartamento, sia che questi si tratti di un ex inquilino ormai barricatosi in casa o di un senzatetto che ha approfittato della tua assenza per forzare l’ingresso. Insomma, l’unica cosa che puoi fare è ricorrere al vecchio tribunale, coi suoi costi, tempi e inefficienze. E, nel frattempo, trovare un altro posto dove andare a dormire, come ha fatto peraltro il signor Ennio Di Lalla, salito – ahilui – all’onore delle cronache per aver vissuto sulla pelle quest’odissea: settimane per rientrare e trovare, sfregio supremo, la propria casa devastata.

Una vicenda che non solo ha commosso, ma ha pure smosso il Parlamento: "Mai più casi come quello!" è il grido che si leva. Il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini, scrive sulla sua pagina Facebook: "Non riuscivo a togliermi dalla testa quella storia", ma Cangini non si limita a trovarla "una storia drammatica" perché "la casa è lo scrigno dei propri ricordi", ma – continua – "per un Di Lalla noto, ce ne sono centinaia ignoti e, quasi sempre, anziani soli". Ieri, con il collega Enrico Aimi (FI), Cangini ha tenuto una conferenza stampa, in Senato, per presentare un disegno di legge a sua prima firma che, intervenendo sia sul codice penale sia su quello di procedura penale nella logica del "codice rosso" contro la violenza sulle donne, "consentirà alle vittime di questo odioso reato di rientrare in possesso della propria abitazione in un massimo di tre giorni e alle forze dell’ordine di arrestare in flagranza il reo, che sconterà una pena compresa tra 2 e 6 anni". Inoltre, si specifica nel ddl, "per gli stranieri abusivi si prevede l’espulsione".

Norme severe e facilmente applicabili, proprio come nel "codice rosso". Alla conferenza stampa di Cangini e Aimi hanno partecipato anche, in rappresentanza del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, e l’avvocato Giovanni Gagliani Caputo. Ovviamente, Cangini si augura che "tutte le forze politiche facciano proprio questo ddl e lo trasformino nel minor tempo possibile in legge. Lo dobbiamo al signor Ennio Di Lalla e ai tanti, troppi, che si sono trovati nelle sue stesse condizioni" dice, in conferenza stampa, Cangini. Il consenso arriva, subito, dalla destra, mentre il Pd e i 5Stelle, sul tema, tacciono. Con una nota congiunta il capogruppo e il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida e Tommaso Foti, scrivono che, "in relazione ai numerosi episodi avvenuti di recente, riteniamo importante l’assunzione da parte del governo di un provvedimento d’urgenza in materia di occupazione arbitraria di uno o più immobili e, in particolare, quando esso è destinato ad unità abitativa e l’occupazione si sia concretizzata in un’azione di forza volta alla spoliazione del bene al legittimo proprietario. Le pene oggi previste dal codice penale non sono effettivo deterrente. Per questa ragione – scrivono i due esponenti di Fd’I – chiediamo l’approvazione dell’ordine del giorno nel dl Giustizia-Proroghe".