Il presidente Cirio (a sinistra) al cantiere
Il presidente Cirio (a sinistra) al cantiere

È ripreso ieri lo scavo per il nuovo tunnel stradale di Tenda, tra Italia e Francia, sospeso 13 anni fa per l’alluvione che ha devastato la valle Vermenagna, in Italia, e Roya, in Francia. Il cantiere è stato riaperto dall’imbocco italiano, a 1.270 metri di altitudine, da Anas (Gruppo Fs Italiane) e dall’impresa Edilmaco. Il progetto prevede in direzione Francia la costruzione di una nuova canna monodirezionale di 3,3 km mentre verso Italia sarà ampliato l’attuale tunnel, usato finora a senso unico alternato, sino al raggiungimento delle dimensioni della nuova canna. Le gallerie saranno collegate da by-pass pedonali e carrabili.

Gli scavi sono condotti utilizzando esplosivo. Il progetto è stato affidato alla Edilmaco, subentrata a un’impresa romana allontanata da Anas per "gravi inadempienze" dopo un’inchiesta della Procura di Cuneo. Ma serviranno due anni per riavere la strada di collegamento tra Cuneese, Liguria e Costa Azzurra. Ad aprile l’ingegnere Nicola Prisco era stato nominato dal Governo commissario straordinario per l’infrastruttura.

L’importo dell’opera ora è di 254,9 milioni di euro, incluse le nuove strade e i ponti post-alluvione. Anas spiega che "il cronoprogramma dei lavori prevede l’apertura al traffico della nuova canna entro ottobre 2023 e la riapertura del tunnel storico, allargato e riallestito, entro la metà del 2025".