I talebani mostrano i muscoli contro le donne nell’Afghanistan finito sotto il giogo dell’emirato islamista. Lacrimogeni e colpi in aria per disperdere una manifestazione indetta a Kabul volta a rivendicare la parità di genere. A denunciarlo è stata la tv Al Jazeera che sta seguendo le proteste in corso da un paio di giorni nel Paese. Da Herat a Kabul, dove venerdì decine di giovani, memori del regime di vent’anni fa, si sono date appuntamento davanti al Palazzo...

I talebani mostrano i muscoli contro le donne nell’Afghanistan finito sotto il giogo dell’emirato islamista. Lacrimogeni e colpi in aria per disperdere una manifestazione indetta a Kabul volta a rivendicare la parità di genere. A denunciarlo è stata la tv Al Jazeera che sta seguendo le proteste in corso da un paio di giorni nel Paese. Da Herat a Kabul, dove venerdì decine di giovani, memori del regime di vent’anni fa, si sono date appuntamento davanti al Palazzo presidenziale per chiedere garanzie sul diritto all’educazione, la libertà di parola e sul diritto a contribuire alla vita politica e sociale. Da qui la richiesta di avere qualche donna nel nuovo esecutivo di cui ancora i talebani non hanno presentato i nomi dei ministri.

In un video pubblicato dall’emittente locale Tolo News si vedono miliziani che, alcuni in mimetica e armati di fucile, cercano di disperdere senza troppi complimenti la folla di manifestanti. Una di queste trova il coraggio di strappare a un talebano il megafono e incoraggiare le compagne ad andare avanti nelle rivendicazioni.

Che la condizione delle donne nell’Afghanistan precipitato da una ventina di giorni di nuovo nell’oscurantismo taleban stia peggiorando col passare del tempo, nonostante i proclami moderati dei leader islamisti – alla disperata ricerca di un endorsement della comunità internazionale, funzionale a ricevere aiuti politici ed economici, a questo punto non solo da Pechino –, lo dice anche l’attivista afgana, Zahra Ahmadi, vincitrice del Premio Ischia per i diritti umani. "Per le donne dell’Afghanistan impegnate nella lotta per i diritti civili – ha spiegato tra le lacrime – la cosa peggiore è la morte della speranza. In questi giorni, quando riesco a parlare con alcune di loro, percepisco forte il sentimento di impotenza e rassegnazione, alcune mi confessano di pensare al suicidio".

Da par suo la stessa Zahra è scampata alla violenza dei talebani, che urbi et orbi promettono parità di genere, ma sempre e solo secondo la loro attuazione della sharia – i principi islamici dedotti dai principali testi sacri dell’islam: lo scorso 14 agosto aveva partecipato ad una manifestazione contro l’avanzata dei talebani, ma subito dopo l’ingresso dei miliziani a Kabul si è dovuta nascondere. La salvezza in Italia è arrivata grazie a un ponte aereo organizzato dalla Farnesina.

Giovanni Panettiere