Genova, 15 luglio 2019 - "Non sono pentito di quello che ho fatto. Mi spiace solo per gli innocenti coinvolti", è quanto avrebbe dichiarato Domenico Massari, accusato di aver ucciso la ex moglie Deborah Ballesio sabato notte, agli agenti pochi minuti dopo essersi costituito in carcere a Sanremo (Imperia). La fuga di Domenico 'Mimmo' Massari è finita così. Si è costituito intorno alla mezzanotte.

Il killer, in fuga dalla notte dell'omicidio avvenuto all'interno di un ristorante sul lungomare tra Savona e Vado Ligure, si è presentato davanti al carcere di Sanremo ed ha sparato tre colpi di pistola per farsi notare, poi si è arreso alle forze dell'ordine. "Aveva anche 2 coltelli addosso e 50 proiettili", ha spiegato il questore di Savona. Agli agenti avrebbe detto "vi conosco, sono stato qui", prima di essere ammanettato. Infatti Massari proprio nel carcere di Sanremo aveva già scontato 2 anni per aver dato fuoco al locale della ex moglie.

L'uomo, ricercato in tutta Italia, aveva fatto perdere le sue tracce dopo l'omicidio. Ora a più di 24 ore Massari si è consegnato, solo, senza avvocato, dicendo di essere l'assassino della donna. Ora si trova in stato di fermo, in attesa dell'interrogatorio del pm.

Sabato sera Massari si era recato nel locale 'Aquario' dove la Ballesio stava animando una serata di karaoke e piano bar, e aveva fatto fuoco da distanza ravvicinata con una pistola. Prima di ucciderla le aveva detto "ti ricordi di me?". Nella furia omicida aveva esploso sei i colpi, 3 dei quali avevano raggiunto la donna al torace. Ferite anche 2 donne e una bambina di 3 anni, colpita di striscio. 

Deborah Ballesio su Facebook

CHI ERA LA VITTIMA - Deborah Ballesio aveva una vita già segnata dalle tragedie familiari. La donna aveva perso la sorella maggiore, Lorella, afflitta da un crisi depressiva, e il padre. Ha lasciato la madre Flora e il fratello Gianni. Le sue passioni erano gli animali e la musica, soprattutto il canto: aveva molti estimatori per via della sua voce e recentemente era tornata a impiegare quella passione in modo stabile proponendosi appunto per delle serate di karaoke. I contrasti con l'ex marito risalivano al 2015, quando l'uomo aveva dato fuoco all'appartamento di lei e al locale di lap dance che gestiva nell'entroterra savonese. Una furia che nasceva non solo da ragioni sentimentali ma anche economiche: prima di finire in prigione, l'uomo (aveva patteggiato 3 anni e 2 mesi), le aveva "promesso" che sarebbe tornato.

PER FUGGIRE MASSARI MINACCIO' CAMIONISTA - Dopo l'omicidio, per fuggire Domenico Massari ha minacciato con una pistola Smith & Wesson 357 Magnum (rubata a Milano nel 2012) un autotrasportatore e si è fatto portare a Arma di Taggia. Lo ha reso noto in conferenza stampa in questura a Savona. La pistola di Massari è risultata rubata nel 2012. La Polizia sta ancora lavorando per ricostruire i suoi movimenti durante la fuga. 

La pistola rubata a Milano in possesso al Massari (Ansa)