Mario Draghi intensifica

i contatti in vista

del vertice del G20

di Roma, spinto

anche dalla volontà

di convocarne uno straordinario dedicato all’Afghanistan. Dopo la telefonata con il cinese Xi Jinping, è stata la volta del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Una sorta di disgelo tra i due leader da quando, ad aprile, il premier italiano definì Erdogan "un dittatore", precipitando Roma e Ankara sull’orlo di una crisi diplomatica.

I due si sfiorarono poi

al vertice Nato di alcuni giorni dopo, senza però alcun chiarimento. Palazzo Chigi definisce

il colloquio fruttuoso

e amichevole, occasione per rinnovare al leader turco l’invito

a partecipare al summit di fine ottobre a Roma.

E soprattutto incentrato sugli ultimi sviluppi della crisi e le sue implicazioni a livello regionale, con la Turchia che si è offerta di contribuire all’operatività e alla sicurezza dell’aeroporto di Kabul