Operazione della Dia, foto generica
Operazione della Dia, foto generica

Palermo, 7 agosto 2020 - Sorpreso mentre intasca una tangente da 5.000 euro, un dirigente della discarica di Bellolampo di Palermo -  Vincenzo Bonanno - è stato arrestato dalla Dia in flagranza di reato. L'accusa è di corruzione aggravata.  Arrestati anche due imprenditori che operano nel campo dello smaltimento dei rifiuti.
Oltre a Bonanno, 62 anni, direttore Tecnico della discarica, sono finiti in manette Emanuele Gaetano Caruso, 53enne, imprenditore con interessi nel settore dei rifiuti, e Daniela Pisasale, 45 anni di Siracusa, titolare di diverse società operanti nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti (rappresentante della Realizzazioni e Montaggi s.r.l. e amministratore unico della Ecoambiente Italia s.r.l.). 
La discarica di Bellolampo è definita dalla Commissione antimafia regionale ''simbolo della crisi rifiuti in Sicilia'' ed è gestita dalla RAP s.p.a., società partecipata del Comune, che si occupa della lavorazione dei rifiuti solidi urbani provenienti dai Comuni di Palermo e di Ustica.

Arresto in flagrante

Gli investigatori della Dia, a conclusione di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento hanno sorpreso Caruso "nell'atto di consegnare a Bonanno una busta contenente 5000 euro in contanti", dicono gli inquirenti. Successiva perquisizione ha consentito di rinvenire, all'interno di un'auto, altri 13.250 euro.  L'intera somma di denaro è stata sottoposta a sequestro. Gli arrestati sono stati portati in carcere disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

L'operazione rientra in una più ampia indagine, condotta dalla Dia, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta ad esplorare i concreti interessi della criminalità organizzata di stampo mafioso nel ciclo dei rifiuti.