di Riccardo Jannello Due aerei indiani caduti a distanza di sedici anni sul Monte Bianco, uno nel 1950 e uno nel 1966, centinaia di morti e qualche mistero, ma ora anche qualche rivelazione grazie al ghiaccio che si scioglie e scopre nuovi reperti. Quelli recuperati in questi giorni riguardano l’incidente più recente, quello del 24 gennaio di 54 anni fa quando un quadrimotore Boeing 707 si schiantò a 4750 metri di altitudine sul ghiacciaio del Bossons, nel versante francese del Bianco. A bordo del volo Air India 101 c’erano 106 passeggeri e 11...

di Riccardo Jannello

Due aerei indiani caduti a distanza di sedici anni sul Monte Bianco, uno nel 1950 e uno nel 1966, centinaia di morti e qualche mistero, ma ora anche qualche rivelazione grazie al ghiaccio che si scioglie e scopre nuovi reperti. Quelli recuperati in questi giorni riguardano l’incidente più recente, quello del 24 gennaio di 54 anni fa quando un quadrimotore Boeing 707 si schiantò a 4750 metri di altitudine sul ghiacciaio del Bossons, nel versante francese del Bianco. A bordo del volo Air India 101 c’erano 106 passeggeri e 11 membri dell’equipaggio, nessuno sopravvissuto.

Il jet, partito dall’allora Bombay, aveva fatto scalo a Delhi e a Beirut ed era in discesa per atterrare a Ginevra da dove avrebbe di nuovo decollato alla volta di New York, la destinazione finale. A bordo anche Homi Jehangir Bhabha, il direttore del programma atomico indiano, lo scienziato che aveva assicurato il suo governo di potere disporre della bomba atomica nel momento stesso in cui la politica avesse dato la sua approvazione. L’India è tuttora una potenza nucleare. A distanza di tanti anni il ghiaccio si sta ritirando anche sul Bossons liberando via via resti di quegli incidenti. Stavolta il titolare di un rifugio, Timothée Mottin del Cabane du Cerro, ha trovato giornali di quei giorni, che i passeggeri avevano comprato all’imbarco e nei quali si annunciava, fra l’altro, l’elezione di Indira Gandhi prima donna presidente dell’India.

National Herald, The Eronomic Times, The Hindu una volta che saranno stati asciugati per bene saranno leggibilissimi, già ora Mottin li ha posati su uno dei tavoli del locale e li mostra inorgoglito: diventeranno, incorniciati alla parete, un must dello chalet. Mottin è un vero e proprio cercatore di tesori sommersi dal ghiaccio. "Soprattutto in estate – ha detto a un giornale locale -, quando il ghiaccio si scioglie, si possono trovare cose particolari, basta sapere cercare nei luoghi giusti e inerpicarsi fino a quelle altezze".

Quasi un cercatore di funghi che invece si è specializzato in resti di tragedie. Nella zona dove cadde anche il volo Air India 245 nel 1950 furono ritrovate cassette e poveri resti umani. La sorte del Boeing 707 fu dovuta a un errore umano: il pilota lesse male il Vor che dava l’altitudine e cominciò la discesa su Ginevra pensando di essersi già messo alle spalle il massiccio del Bianco contro il quale invece si schiantò. L’attentato a Bhabha, che alcuni complottisti sostenevano, fu smentito quasi subito dalle autorità indiane. "Era un uomo pericoloso", si sarebbe sentito in una intercettazione della Cia, ma ogni sospetto fu poi cancellato dalle prove tecniche e dalla interpretazione sbagliata da parte del comandante delle indicazioni della torre di controllo. Con buona pace di chi pensava a una bomba in stiva.