Kirill Zhalo aveva 35 anni ed era stato trasferito da Vienna a Berlino il 19 giugno 2019
Kirill Zhalo aveva 35 anni ed era stato trasferito da Vienna a Berlino il 19 giugno 2019
di Roberto Giardina Il muro è scomparso da quasi un terzo di secolo, ma Berlino rimane un centro di spie, tra est e ovest. Il corpo di un giovane diplomatico, 35 anni, ufficialmente segretario all’ambasciata di Mosca, è stato trovato su un viottolo all’interno del complesso della sede diplomatica russa, in pieno centro. È caduto verso le 7.20 da uno degli ultimi piani del palazzo. A quell´ora, di mattino presto, non ci sono testimoni. Suicidio o delitto? Il fatto risale al 19 ottobre, ma solo ieri è stato rivelato dal settimanale "Der Spiegel", secondo cui l’uomo, Khirill Zhalo era in realtà un agente del...

di Roberto Giardina

Il muro è scomparso da quasi un terzo di secolo, ma Berlino rimane un centro di spie, tra est e ovest. Il corpo di un giovane diplomatico, 35 anni, ufficialmente segretario all’ambasciata di Mosca, è stato trovato su un viottolo all’interno del complesso della sede diplomatica russa, in pieno centro. È caduto verso le 7.20 da uno degli ultimi piani del palazzo. A quell´ora, di mattino presto, non ci sono testimoni. Suicidio o delitto?

Il fatto risale al 19 ottobre, ma solo ieri è stato rivelato dal settimanale "Der Spiegel", secondo cui l’uomo, Khirill Zhalo era in realtà un agente del Fsb, il servizio segreto russo, erede del Kgb. Ed era figlio di Aleksei Zhalo, ai vertici dell’Fsb, un particolare che rende la morte ancora più sospetta. L’ambasciata si è opposta all’autopsia: "Consideriamo le speculazioni che sono apparse su certi media occidentali nel contesto di questo tragico incidente come assolutamente inappropriate".

Il giovane è morto all’interno dell’ambasciata, in una zona extra territoriale su cui le autorità tedesche non possono intervenire. Il corpo è stato subito trasportato a Mosca. Già nel 2003, il portiere dell’ambasciata era precipitato da una finestra del suo appartamento, e anche allora la morte non era stata chiarita. Il Fsb, sigla che in russo sta per "ente per la sicurezza della federazione russa", è responsabile per il controllo interno, ed ha circa 200mila dipendenti. Ufficialmente non dovrebbe agire all’estero, ma viene ritenuto responsabile di molti attentati compiuti in Occidente, e secondo il Bnd, il servizio segreto tedesco, avrebbe cercato di avvelenare il dissidente Alexei Navalny, nell’estate dell’anno scorso. Putin acconsentì che Navalny fosse trasportato e curato a Berlino, ma ha negato ovviamente ogni responsabilità.

Il diplomatico, suicida o eliminato in ottobre, era a Berlino dal 2019, si presume dunque che abbia seguito il caso Navalny, ricoverato all’ospedale Charitè, nello stesso quartiere dell´ambasciata. Nell’estate del 2019, a Berlino nel Tiergarten, il grande parco al centro, fu eliminato il dissidente ceceno, Zelimkhan Gangoshvili, che aveva chiesto asilo in Germania. Il killer si era avvicinato in bicicletta sparando alla nuca di Zelimkhan. Arrestato poco dopo, era stato identificato per il russo Vadim Sokolov, un nome falso. Si sarebbe trattato di uno dei killer più spietati del Fsb. Per Mosca non sarebbe stato un assassinio politico, ma Zelimkhan sarebbe stato vittima della guerra tra bande di criminali ceceni.

La Germania sarebbe anche il bersaglio preferito dello spionaggio elettronico di Mosca. Fin dal 2015, hacker russi hanno violato il sistema di sicurezza del Bundestag, riuscendo a impadronirsi di dati di diversi deputati della maggioranza governativa, e si teme anche di Frau Merkel. Nel 2017, gli hacker avrebbero cercato di influire sulle elezioni di settembre, diffondendo fake news online. Il Cremlino ha sempre respinto le accuse, giudicandole ridicole. Da Monaco di Baviera, gli agenti russi cercano invece di ottenere dati delle principali imprese tedesche.