Hanno aggredito e preso a cazzoti un sedicenne non vedente, accorso per difendere l’amico. Tutto per un pacchetto di sigarette che non c’era e con una violenza tale da costringere il ragazzino disabile a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale San Donato di Arezzo. Pochi giorni di prognosi, ma l’episodio resta in tutto il suo clamore....

Hanno aggredito e preso a cazzoti un sedicenne non vedente, accorso per difendere l’amico. Tutto per un pacchetto di sigarette che non c’era e con una violenza tale da costringere il ragazzino disabile a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale San Donato di Arezzo. Pochi giorni di prognosi, ma l’episodio resta in tutto il suo clamore.

L’agguato risale a giovedì, adesso però la polizia è risalita ai due responsabili dell’aggressione, anche loro giovanissimi: 16 e 17 anni, denunciati per lesioni personali aggravate.

Il giovane disabile era in compagnia di alcuni coetanei in un parcheggio quando sono sopraggiunti due ragazzini, i quali hanno chiesto ad un altro ragazzino presente una sigaretta. Alla riposta negativa, i due hanno iniziato a frugare nello zaino del ragazzo alla ricerca di sigarette. Dopo le proteste del proprietario dello zainetto, il disabile non vedente è intervenuto a difesa del suo amico scatenando però la reazione violenta dei due aggressori che improvvisamente hanno sferrato dei pugni al volto del 16enne, il quale è stato anche colpito con dei calci sulle gambe.

Mentre il ragazzino veniva portato in ospedale, gli amici hanno chiamato la polizia, che ha raccolto le testimonianze loro e degli altri teste che hanno assistito alla scena, in un punto a quell’ora (tarda) ancora molto frequentata. I racconti hanno consentito di arrivare ai due sospetti, entrambi italiani, a carico dei quali la procura minorile di Firenze, diretta da Antonio Sangermano, ha emesso un decreto di perquisizione. In casa sono stati sequestrati i cellulari dei due, a caccia di altre tracce, immagini o anche audio, che consentano di verificare le accuse, anche per capire se appartengono a una baby gang.