di Alessandro Belardetti Lo spettro del lockdown spacca gli scienziati più in voga del momento, i virologi. Walter Ricciardi – consulente del ministro della Salute, Speranza – è finito nella bufera per la sua costante richiesta di un "lockdown per placare la diffusione del virus". Il partito del blocco totale (quello estremo, come avvenuto nel marzo scorso, che spaventa tutta Italia e al solo pensiero fa riemergere angosce profonde) vede schierati Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova; Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. "Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai", sostiene il microbiologo...

di Alessandro Belardetti

Lo spettro del lockdown spacca gli scienziati più in voga del momento, i virologi. Walter Ricciardi – consulente del ministro della Salute, Speranza – è finito nella bufera per la sua costante richiesta di un "lockdown per placare la diffusione del virus". Il partito del blocco totale (quello estremo, come avvenuto nel marzo scorso, che spaventa tutta Italia e al solo pensiero fa riemergere angosce profonde) vede schierati Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova; Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

"Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai", sostiene il microbiologo Crisanti. "Come se ne esce? Va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti". In particolare: "Dove si trovano le varianti brasiliana e sudafricana servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo morbide". Anche Galli sposa la linea del pasdaran Ricciardi: "Il consulente del ministero ha ragione in linea di principio, perché è davanti agli occhi di tutti che la faccenda delle Regioni colorate ha funzionato molto poco senza toglierci dal problema". Cartabellotta conferma la sua linea delle chiusure totali e del blocco dell’Italia: "La strategia che il governo ha assunto è quella della convivenza col virus, varando misure per evitare la saturazione degli ospedali. Chiudere tutto per 2 settimane significherebbe abbassare la curva per poter riprendere il tracciamento". Nel mezzo della ’sfida’, a fare da democristiani del lockdown, tre dei più importanti virologi balzati alle cronache nell’ultimo anno, il presidente Aifa, Giorgio Palù; Lorenzo Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, e Pierluigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Puglia. Anche il Comitato tecnico scientifico, intanto, si dice contrario a una nuova serrata. "Se terremo a bada il virus nei prossimi due-tre mesi, forse usciremo dal raggio della sua minaccia – è la tesi di Palù –. Le infezioni respiratorie raggiungono il picco in inverno e in primavera-estate si mitigano. Spingendo sulla vaccinazione e rinunciando per qualche altra settimana ad attenuazione di colori e tentazioni di riaperture". Lopalco si affida ’al metodo Conte’: "Lockdown? Sotto questa parola si dice tutto e niente. In questo momento anziché parlare di lockdown penserei a misure selettive, rafforzate, per evitare quelle situazioni in cui virus circola di più e che ormai conosciamo".

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, guida la fronda dei ’no lockdown’: "Chiedere un lockdown generale è una misura barbara, senza razionale scientifico. Le soluzioni sono lockdown mirati, provinciali. Abbiamo Sardegna e Val D’Aosta quasi bianche e le trattiamo alla pari dell’Umbria? Per me non è corretto".

Sulla stessa linea Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologica del Sacco di Milano, che invita a esaminare anche gli altri aspetti: "Un lockdown severo oggi, se certamente potrebbe apportare dei benefici in termini di prevenzione della circolazione delle nuove varianti di Sars-CoV-2, sarebbe un disastro dal punto di vista psicologico, sociale nonché economico". Vaccini scaccia lockdown, ecco la ricetta di Roberto Burioni. "Una cosa vi dico: è molto difficile per un vaccino avere un’efficacia sul campo maggiore di questa. Adesso sbrighiamoci. Il problema non si risolve con le chiusure che servono solo a guadagnare tempo. Si risolve con il vaccino", ha scritto il virologo su Twitter.

Ora la palla passa a Mario Draghi, chiamato a una rapida sintesi che mescoli necessità economiche, salute e salvaguardia della sanità, riconquista della vita sociale.