Alessandro Di Battista (ImagoE)
Alessandro Di Battista (ImagoE)

Roma, 17 aprile 2019 - Un parallelo che ha scatenato subito polemica. È quello fatto su Facebook dal 5 stelle Alessandro Di Battista tra la guerra in Libia e l'incendio a Notre Dame de Paris. "Non voglio urtare la sensibilità di nessuno - mette le mani avanti Di Battista -, dico solo che a Parigi, grazie a Dio, non è morto nessuno. Quel tetto e quella guglia verrano ricostruiti. Il denaro non mancherà". Invece, "quanti morti ci sono stati in Libia negli ultimi giorni?". Qui nessuno "pensa a filmare con il cellulare il crollo di un tetto di una casa o un incendio divampato per lo scoppio di una granata. Da quelle parti distruzioni e sgomento sono la normalità". 

Ecco il post in questione:

REAZIONI - Da subito si sono scatenati i commenti sotto al post dell'ex deputato M5s. Tra quelli che gli danno ragione, accusando i media di non coprire sufficientemente le notizie sulla guerra in Libia, a quelli che invece lo accusano di "stucchevole propaganda populista, fatta dei soliti luoghi comuni". I toni sono molto accesi. "Alessandro hai ragione. Il mondo che piange una cattedrale di 900 anni, potenti che si dispiacciono e ricchi che fanno collette???", si chiede titubante M. "Tutto giusto - commenta C. - ma nel frattempo Di Maio è al governo con Salvini, per il quale guerra o non guerra 'i porti restano chiusi'". Ma non è solo il web a scendere in campo sulle dichiarazioni di Alessandro Di Battista. Anche il parlamentare 5s Emilio Carelli, intervenuto ad Agorà su Rai3, ha commentato: "Penso che il paragone tra Notre Dame e Libia non sia un paragone che si possa fare in questo momento". 

"I RESPONSABILI DELLA GUERRA IN LIBIA" - Comunque, il post su Facebook di Alessandro Di Battista prosegue e si sofferma sulle notizie di "sangue" che arrivano da Tripoli. "Provo a ricordare - scrive l'ex deputato 5s - alcuni dei reponsabili della guerra che si sta combattendo oggi" in Libia. Ci sono gli americani, su tutti Hilary Clinton". Ma anche "Obama, colpevole di essersi lasciato convincere a bombardare la Libia proprio dalla Clinton. Poi ci sono i francesi: Sarkozy, uno che ha ripagato i finanziamenti alle sue campagne elettorali arrivati da Gheddafi con ettolitri di sangue libico". Quindi l'affondo sui politici italiani. "C'è Napolitano, che ha tramato affinché l'Italia non si opponesse alla guerra in Libia, una guerra combattuta contro i nostri interessi. Poi c'è Berlusconi. Il fatto che lui non volesse tradire Gheddafi rende il suo ignobile tradimento ancor più grave. Poi - conclude tuonando Di Battista - tra i responsabili ci siamo noi. Perché se fossimo capaci di trasformare commozioni passeggere in indignazione perenne, forse vivremmo in un Paese più giusto". Così scrive su Facebook l'ex deputato del Movimento 5 stelle.