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25 lug 2022

"Destabilizzano i governi La forza degli hacker russi"

Il generale Rapetto, esperto informatico: con false notizie inquinano i social "Una campagna elettorale rapida come questa è ancora più vulnerabile"

25 lug 2022

Beppe

Boni

L’esercito fantasma di Putin non usa i cannoni ma la tastiera. Sono gli hacker, forze speciali dell’informatica pirata che mettono in allarme l’Occidente. Parola a Umberto Rapetto (nella foto sotto), generale Gdf già capo del settore frodi informatiche e ora specialista di cyber sicurezza.

Gli hacker russi sono pericolosi per l’Occidente e l’Europa?

"La Russia interpreta Internet come i mari ai tempi di Sir Francis Drake e ha mutuato le “lettere di corsa” che autorizzavano gli arrembaggi. Agli ordini di Putin ci sono corsari chiamati a sdebitarsi per aver potuto agire indisturbati per anni. Le gang che seminano il panico nei sistemi informatici di aziende e istituzioni sono il braccio tecnologico del crimine organizzato".

Che tattica usano?

"Con i ransomware hanno inquinato archivi elettronici rendendoli inservibili con processi di cifratura fraudolenta e hanno guadagnato cifre iperboliche con la promessa di restituire i database funzionanti in cambio di un riscatto. Mediante gli attacchi DDOS hanno bloccato l’accesso ai siti di Ministeri ed Enti pubblici i cui server per il 95% erano non protetti. Ciò che spaventa è quel che non hanno palesato, ovvero l’infinità di invisibili backdoor (o “accessi sul retro”) da poter usare in caso di una guerra di cui finora abbiamo avuto solo avvisaglie".

È possibile che si siano attivati per far cadere il governo?

"I criminali informatici possono aver acquisito informazioni fondamentali setacciando i sistemi pubblici e privati in cui erano custoditi dati per i processi decisionali di carattere politico, sociale, economico, finanziario. A loro si deve la presumibile superiorità di informazione indispensabile in caso di conflitto o sfida. Il loro “semilavorato” ha permesso all’industria delle fake news e della stampa pilotata (RT o Russia Today in primis, ma anche testate web italiane) di sfornare notizie calibrate per determinare destabilizzazione".

La Russia è in grado di influenzare la campagna elettorale?

"La campagna elettorale risentirà del ristretto arco temporale e incrementerà il valore ponderale dei social network che da anni hanno consolidato la capacità di influenzare opinioni e sentimenti di masse di persone prive di anticorpi culturali e di lettura critica. La propaganda digitale russa non sponsorizza “prodotti” interni ma riesce a falsare la realtà e a distorcere la percezione di quel che altre fonti possono trasmettere".

Come potrebbero agire?

"Una notizia infondata ma verosimile può avere effetti sconfortanti. La verifica sarebbe più lenta del suo propagarsi e una smentita, pur documentata, verrebbe sommersa da uno tsunami di fake news pronte per smontare il ripristino della verità. Un arsenale di bufale è pronto per certi italiani che da Facebook condivideranno una notizia con amici e follower".

Come possiamo difenderci?

"Difficile trovare un antidoto in un Paese dove disfattismo e astensione sono più diffusi del Covid. I mezzi di informazione, forse, dovrebbero avviare una cura ricostituente".

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