La tabaccheria di Napoli dove è avvenuto il furto del biglietto vincente
La tabaccheria di Napoli dove è avvenuto il furto del biglietto vincente
Alla fine riuscirà a incassare. L’Agenzia delle accise, dogane e monopoli ha recuperato ieri, in seguito al dissequestro da parte della procura di Napoli, il Gratta e vinci da mezzo milione di euro che era stato rubato nelle settimane scorse a una napoletana di 69 anni, la quale potrà ora finalmente incassare la vincita. Lo rende noto la stessa Agenzia, che ha avviato le procedure per il pagamento. La Procura, infatti, ha ribadito che "le indagini non lasciano dubbi in ordine alla riconducibilità" del tagliando alla donna. Il furto del biglietto fortunato, da parte del tabaccaio...

Alla fine riuscirà a incassare. L’Agenzia delle accise, dogane e monopoli ha recuperato ieri, in seguito al dissequestro da parte della procura di Napoli, il Gratta e vinci da mezzo milione di euro che era stato rubato nelle settimane scorse a una napoletana di 69 anni, la quale potrà ora finalmente incassare la vincita. Lo rende noto la stessa Agenzia, che ha avviato le procedure per il pagamento. La Procura, infatti, ha ribadito che "le indagini non lasciano dubbi in ordine alla riconducibilità" del tagliando alla donna.

Il furto del biglietto fortunato, da parte del tabaccaio Gaetano Scutellaro, aveva fatto il giro d’Italia in poche ore. L’uomo, dopo aver sottratto il tagliando era fuggito in scooter e aveva tentato di fuggire alle Canarie. Un piano degno di un cinepanettone, che, ovviamente, era subito fallito. Scutellaro era stato fermato dagli agenti sul tratto casertano dell’A1, all’altezza di Teano, mentre a bordo della sua auto viaggiava in direzione di Napoli. L’uomo infatti, dopo aver raggiunto Fiumicino, aveva ricevuto una telefonata e aveva deciso di tornare nel capoluogo campano.

Dopo due giorni di carcere, il tabaccaio si era pentito e aveva chiesto scusa. "Ho trovato un uomo molto provato – aveva detto il suo avvocato –, una persona afflitta che, appena mi ha visto, si è subito detta pentita. Tra le lacrime si è scusato con tutti e in modo particolare con la signora".

Secondo quanto aveva riferito il penalista, Scutellaro avrebbe capito il grave errore commesso. "In quel momento non riusciva a ragionare", aveva spiegato il legale che aveva anche ribadito di essere, tra l’altro, impegnato ad appurare la tenuta mentale del suo cliente, "affetto da una grave malattia psichiatrica". Forse, secondo Strazzullo, proprio per questa ragione, "si è reso protagonista di un atto contrario a qualsiasi logica: quel biglietto non poteva essere incassato (subito dopo il furto era stato dichiarato inesigibile, ndr)".

Il penalista ritiene che la fuga sia riconducibile alla paura. In merito ai rapporti con la sua famiglia – che ha preso la distanze da Scutellaro e dall’accaduto, e che è proprietaria della tabaccheria di via Materdei teatro della singolare vicenda – Strazzullo riferisce che Gaetano "ha ormai capito di averle fatto del male e di avere messo in pericolo anche quel poco che hanno". Secondo quanto riferisce il penalista, il suo cliente non ricorda i particolari della vicenda ma dal punto di vista delle indagini, invece, è ormai tutto chiaro: quanto raccolto dai carabinieri e dai magistrati appare assolutamente solido. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza avvalorano il furto aggravato contestato, come le intercettazioni supportano la tentata estorsione. Il 57enne, infatti, avrebbe cercato di estorcere un’importante somma di denaro alla vittima (il 50%) in cambio del ritiro della denuncia e della restituzione del biglietto vincente, di cui, peraltro, la donna avrebbe la prova di esserne la legittima proprietaria.