Bologna, 4 marzo 2016 - LA RAGAZZINA ti allunga un pieghevole, ha il sorriso pulito, il messaggio è invitante come un tre per due: «Legga qui, se sarà tra i primi cento, avrà lo sconto!». Periferia di Bologna, a pochi passi c’è l’ingresso di un noto supermercato. Ma quel che offre il volantino non si trova tra gli scaffali (non ancora). Bisogna attraversare la strada e bussare alla porta di una clinica odontoiatrica. Aperta «sette giorni su sette», come recita la pubblicità, coloratissima. Per «49,90 euro, 24 mesi senza interessi tutto compreso», avrete «impianto, corona in porcellana e moncone: certificati e garantiti al 100%». La cosa che si vede di più: 49,90. Quella che si legge meno, un asterisco sulla parola interessi. A fianco, in carattere minuscolo, la didascalia: «Da 36 a 60 mesi tasso agevolato».

LE CLINICHE odontoiatriche spuntano ovunque. Le promo t’accompagnano mentre vai a fare la spesa, ti vengono incontro nei cartelloni sei per tre, sui viali delle città o sui bus. A Bologna come a Firenze o a Milano. In un supermercato di Forlì giovanissime hostess presidiano l’uscita, ha appena aperto una nuova clinica Vitaldent in centro. Ti regalano un gadget. Spiegano: visita gratuita ma soprattutto 400 euro di buono sconto per eventuali impianti. Sanno bene che ora quel nome lascia un po’ così, dopo gli scandali e gli arresti in Spagna. Ma sono preparate: «Ci hanno detto di spiegare bene, noi non c’entriamo niente con quelli. Ci lascia nome e cognome?».

Le cliniche promettono «denti fissi in 24 ore». Contano moltissimo la pubblicità e il passaparola. Ci vado perché la mia amica si è trovata bene. Perché ho letto su Internet che...

LE NOVITÀ arrivano direttamente nella nostra buchetta della posta, confuse tra la promo del nuovo supermercato e le offerte dei saponi. I depliant di molte catene sono invitanti. Volti sorridenti. Slogan. Sconti. Pagamenti agevolati diretti. Personalizzati. Offerte di piani finanziari, «da 89 euro al mese». «Inizi le tue cure oggi e la prima rata la paghi tra 90 giorni». «Accesso al credito fino a 60 mesi». Qualcuno aggiunge, «qualità italiana», anche «denti made in Italy ». Come una garanzia che metta in guardia dagli altri, gli stranieri. Anche se i viaggi in Croazia continuano. Un settantenne di Mantova 5 anni fa è andato a Fiume, soffriva di bruxismo. È tornato a casa con tutti i denti incapsulati per 5mila euro. Oggi vorrebbe rifare il lavoro, «un dentista diciamo tradizionale mi ha fatto un preventivo di 25mila euro... Cosa farò? Dipende dai soldi che ho. Se torno a Fiume? Sì, di sicuro a mangiare il pesce».

Intanto nel Belpaese si sta combattendo una guerra senza esclusione di colpi. «Modalità puramente economiche», le accuse alle catene dell’Andi, 24mila soci, vuol dire il 60% dei dentisti libero professionisti in Italia. L’associazione mette in fila: «Pubblicità commerciale e non informativa, atto terapeutico mercificato a una mera vendita di prodotto». Denuncia: «Se la clinica pubblicizza tariffe non veritiere o diffonde messaggi ingannevoli sulle terapie praticate, non è possibile per l’Ordine sanzionare la struttura; se invece un dentista di famiglia inganna un paziente, viene radiato». Gli altri ribattono: «Difendiamo la libertà delle cure». Descrivono i colleghi come «una lobby protezionistica. Da noi tariffe ragionevoli, il dentista così è finalmente alla portata di tutti». Punzecchiano: da questa parte zero evasione, tutto trasparente. Ma una dentista di famiglia s’arrabbia: «Volevo far conoscere un nuovo servizio per i bambini, ho pensato ai volantini, l’Ordine mi ha bloccato. Un’altra volta mi hanno fatto una nota disciplinare perché avevo pubblicizzato visite e preventivi gratuiti. Non è una battaglia ad armi pari, questa».